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Lavoro

Contrattazione decentrata, ora serve lo scatto di sindacati e imprese

Decentramento della contrattazione e sviluppo dei rapporti tra sindacati e imprese, sono fattori fondamentali in un paese afflitto da gravi problemi di crescita. Di STEFANO COLLI LANZI

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In un Paese come il nostro, con gravi problemi di crescita e un mercato del lavoro che ancora non funziona in modo adeguato, diventano sempre più fondamentali il decentramento della contrattazione a livello locale o aziendale e lo sviluppo della capacità di sindacati e imprese di raggiungere accordi efficaci per tutti. Si tratta, a nostro avviso, di fattori davvero irrinunciabili per provare a far ripartire l’economia delle imprese e migliorare le condizioni di occupazione delle persone.

Al fine di recuperare produttività e di contribuire all’innovazione, infatti, occorre anzitutto responsabilizzare gli attori in gioco, come accade ad esempio in Germania, dove il forte dialogo tra le Parti, facilitato dalla contrattazione decentrata, è fattore essenziale sia della competitività del Sistema che del maggior benessere dei lavoratori, così positivamente raggiunti in questi anni. Da questo punto di vista, l’art. 8 del Dl13/8/2011 costituisce un’opportunità decisiva anche per lo stesso legislatore, che viene messo in condizione di poter valutare le sperimentazioni eseguibili con la contrattazione di secondo livello ed, eventualmente, modificare le norme sulla base di valide e già testate esperienze.

Questo articolo, forse proprio perché se ne è colta la preziosa valenza sperimentale, non è stato modificato neppure dalla Riforma Fornero: le Parti possono perciò, auspicabilmente, considerare con molta attenzione la possibilità di utilizzarlo sempre di più. Nonostante gli ambiti nei quali applicare questo modello di prossimità e di reale sussidiarietà siano numerosi, raramente, però, sindacati e aziende approfittano di questa importante opportunità, rinunciando in tal modo a una positiva evoluzione, nei fatti, del funzionamento del mercato del lavoro, in una direzione certo più vicina alle necessità delle imprese e agli interessi dei lavoratori operanti in specifici territori e nelle singole aziende.

Con l’art. 8 sarebbe ad esempio possibile per le aziende affrontare direttamente con le rappresentanze sindacali aziendali numerose materie, tra cui quelle - spesso decisive per lo sviluppo occupazionale - relative ai contratti a termine e, soprattutto, ai casi di ricorso alla  somministrazione di lavoro; leva, questa, che si rivela sempre più fondamentale, soprattutto in un periodo di crisi come l’attuale, per fornire alle imprese tutta la flessibilità di cui necessitano e, contemporaneamente, garantire alle persone la piena sicurezza dei diritti lavorativi.

Il contratto a tempo determinato direttamente stipulato tra imprese e lavoratori, come è noto, offre meno tutele alla persona rispetto alla somministrazione. Ma i sindacati, che pure si dicono d’accordo sul contenuto di questa affermazione - e la cui funzione è proprio quella di supportare i lavoratori nella maggior continuità e sicurezza professionale possibili - paradossalmente avversano l’utilizzo dei contratti di somministrazione, per ragioni sostanzialmente ideologiche e di potere interno.