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Lavoro

PENSIONI/ Costa (Rete Esodati): ecco le “grane” per i salvaguardati

Dopo il nuovo messaggio Inps, sui salvaguardati regna ancora il caos. Serve una semplificazione della procedura, spiega ALESSANDRO COSTA: chi ha diritto alla pensione la deve avere subito

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Gli esodati che non hanno trovato posto nel gruppo dei primi 65mila (con il primo decreto) salvaguardati, se hanno le carte in regola potranno essere ammessi tra i 55mila. È in buona sostanza la direttiva contenuta nel messaggio Inps 4678 diffuso ieri relativo alla cosiddetta “salvaguardia dei 55mila definita dalla legge 135/2012 e dal decreto ministeriale 8 ottobre 2012”. L’Istituto nazionale di previdenza sociale ha comunicato anche che le sedi territoriali riesamineranno le posizioni dei lavoratori in mobilità, quelli a carico dei fondi di solidarietà, gli autorizzati alla contribuzione volontaria per verificarne i requisiti. Ma, a detta di Alessandro Costa, ex dirigente di Telecom, oggi referente di migliaia di esodati, il messaggio Inps è tutt’altro che chiarificatore e non basta.

Come interpreta le ultime disposizioni Inps sui salvaguardati?

Il messaggio non è chiarissimo, ha dei punti a favore: uno riguarda l’aver posticipato - per le categorie di lavoratori chiamati a perfezionare la decorrenza della pensione entro il trentaseiesimo mese successivo al 6 dicembre 2011 - la data limite, fissata al 5 gennaio 2015 al posto del 5 dicembre 2014. È invece un po’ carente dal punto di vista numerico: come possono essere gestiti gli “scarti” dai 65mila: se qualcuno avanza dai 65mila cosa succede? Mi sembra la fotocopia al messaggio precedente.

Cosa vi aspettavate?

Avendo visto i precedenti nulla di diverso. A questo punto, però, vorremmo che l’Inps facesse un incontro anche con i comitati degli esodati. Vorremmo delle risposte più chiare: non c’è nessun esodato che ha ancora preso la pensione, adducono mille scuse per non pagare. Bisognerebbe sedersi intorno a un tavolo e superare le criticità, mandando avanti le domande non in ordine di uscita dal lavoro, ma  di riscossione dell’assegno di pensione. Non è possibile mandare avanti pratiche di persone che devono prendere la pensione tra due anni e lasciare senza quelli che la devono prendere a febbraio o marzo.

In che modo bisogna procedere secondo lei?

Andrebbero prima di tutto verificate le pratiche di assegno di pensione anche alla luce dei tre decreti. È vero anche che tutte queste graduatorie si intersecano troppo, bisognerebbe elaborarle tutte insieme: anche se non è facile, bisogna individuare le posizioni veramente di salvaguardia e liquidarle, perché la gente è rimasta senza nessun incentivo, che sia mobilità o altro.

Mi sembra di capire che non siete soddisfatti di come viene gestita la parte burocratica dei salvaguardati…

No, non siamo soddisfatti. Ma non è solo colpa dell’Inps: il problema è di come è stato scritto il decreto attuativo, che è troppo puntuale e fatto a rate. Forse era nato per esistere solo quello dei 65mila e poi ci si è incollato quello dei 55mila. Ci vorrebbe un unico decreto che possa comprendere una salvaguardia unica dei 130mila. Sono tre spezzoni purtroppo separati in cui ci sono tre elaborazioni differenti.

In che senso?