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Lavoro

FORNERO ADDIO/ Il ddl già pronto per cambiare il mercato del lavoro

Marco Biagi (Infophoto)Marco Biagi (Infophoto)

L’Organizzazione internazionale del lavoro e le direttive europee hanno identificato e identificano le tutele inderogabili e lo Statuto dei lavori, come del resto l’articolo 8 della manovra 2011, parte da qui per affidare il resto alla capacità delle parti di adattarsi reciprocamente, in diverse situazioni e tempi.

Ferme le regole universali che prescindono dalla natura del lavoro e del rapporto di lavoro che nasce dal contratto, una visione antropologica dell’uomo impone di avere fiducia nella sua autonomia di regolazione. Tutti noi, al netto delle appartenenze politiche, possiamo concordare agilmente sul fatto che la possibilità di regolare e modulare in prima persona i nostri intessi ci farebbe comodo nonché gola, specie dal punto di vista lavorativo. Il tutto conduce pure a semplificare molto il quadro del diritto del lavoro, che in quest’ottica sussidiaria vedrebbe le controversie comporsi sul nascere o comunque tempestivamente.

Una tal scommessa sulla persona, impossibile senza fiducia, non è cosa scontata, soprattutto se guardiamo agli esiti della riforma Fornero come resi noti dal rapporto sul monitoraggio della sua applicazione prodotto dall’Isfol la scorsa settimana. Si richiede un salto culturale che è poi la sfida del diritto del lavoro del futuro, sfida che Marco Biagi ha deciso di raccogliere al punto tale da perdere il bene più prezioso che ci permette di essere oggi a navigare in internet.

Di seguito riportiamo il testo del disegno di legge che tenta di portare a compimento questa intuizione e che supera gli universali astratti del Novecento, traghettando il diritto del lavoro verso una crescita possibile perché ancorata al mondo reale.