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FORNERO ADDIO/ Il ddl già pronto per cambiare il mercato del lavoro

Marco Biagi (Infophoto) Marco Biagi (Infophoto)

Art. 1

(“Delega al Governo per la redazione dello Statuto dei lavori”)

 

1. Ai fini di riordino e revisione della disciplina delle tipologie contrattuali in cui sia dedotta attività lavorativa, in forma tipica od atipica e a prescindere dalla denominazione adottata, il Governo è delegato ad adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi contenenti un testo unico di riordino e revisione della disciplina vigente, nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi:

Identificazione di un nucleo fondamentale di diritti applicabile a tutti i rapporti di lavoro a prescindere dalla natura pubblica o privata del datore di lavoro e dalla qualificazione del contratto come autonomo, subordinato, associativo o atipico ai sensi dell’art. 1322, comma secondo, Cod. Civ. Il nucleo di detti diritti dovrà essere conforme ai principi contenuti nella Carta Costituzionale, nonché alla Dichiarazione dell’Organizzazione Internazionale del lavoro sui principi e diritti fondamentali sul lavoro approvata dalla Conferenza Internazionale del Lavoro il 18 giugno del 1998 e alla Carta dei diritti fondamentali della Unione Europea proclamata a Nizza il 7 dicembre 2000;

Libera definizione delle restanti tutele, in coerenza con le disposizioni del diritto comunitario e in relazione al tipo di prestazione e alla anzianità di servizio, in sede di contrattazione collettiva - con privilegio per quella di prossimità ai sensi dell’articolo 8 del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148 - ovvero di certificazione del contratto individuale di lavoro;

Previsione di un diritto promozionale, in conformità all’intesa sottoscritta tra Governo, Regioni, Provincie autonome e parti sociali nell’accordo del 17 febbraio 2010, alla formazione continua del prestatore di lavoro, in ragione della attività alla quale venga effettivamente adibito, certificata dagli enti bilaterali o dalle altre sedi di certificazione dei contratti di lavoro; 

Previsione di un diritto promozionale al ricollocamento e alla formazione per ogni lavoratore involontariamente disoccupato, mediante il potenziamento delle funzioni pubbliche, degli organismi bilaterali e dei servizi privati al lavoro con il concorso dei datori di lavoro che operino licenziamenti collettivi o individuali;

Coordinamento delle tutele sostanziali con il regime degli incentivi alla occupazione e alla formazione, con il regime degli ammortizzatori sociali e con il regime previdenziale; 

Definizione di specifici livelli di “garanzia per l’occupazione giovanile” perché i servizi pubblici per l’impiego e i privati accreditati offrano obbligatoriamente ai giovani fino a trenta anni, entro quattro mesi dal conseguimento di un titolo di studio di scuola secondaria superiore o universitario, una opportunità di tirocinio, di lavoro subordinato o autonomo mediante sostegno all’autoimprenditorialità, di apprendistato o di formazione, orientando la riqualificazione verso le professioni richieste dal mercato del lavoro ma di difficile reperimento;

Effettività delle sanzioni per i beneficiari di trattamenti di sostegno al reddito che rifiutino un’offerta di lavoro, ampliandone la definizione di congruità e le responsabilità penali dei servizi pubblici e privati qualora non denuncino prontamente alle amministrazioni eroganti il sussidio l’ingiustificato rifiuto ricevuto;

Orientamento ai servizi ispettivi del lavoro perché nella programmazione dei controlli ordinari, in assenza di specifiche denunce, si tenga conto della presenza di forme di controllo alternative quali quelle garantite da organismi bilaterali e le certificazioni operate dalle Commissioni di certificazione dei contratti di lavoro, preferendo la vigilanza sulle situazioni totalmente esenti da controllo sociale o verifiche preventive;

Potenziamento dell’arbitrato di equità ai fini della tempestiva risoluzione dei conflitti, inclusi quelli riferiti alla cessazione del rapporto di lavoro, anche mediante clausole compromissorie per la preventiva devoluzione ad arbitri delle controversie;

Razionalizzazione e semplificazione del quadro legale previgente anche mediante abrogazione delle normative non compatibili, ivi inclusa la legge 28 giugno 2012, n. 92, o che comunque non prevedono diritti fondamentali di cui al punto a), stabilendo altresì, laddove opportuno, un nuovo regime di sanzioni civili e penali, valorizzando in particolare le sanzioni di tipo premiale e incentivante.