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Lavoro

Ripartiamo dagli under 25 per generare valore e diventare più produttivi

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Da cosa, allora, ripartire? Paradossalmente, proprio dai giovani: dalla loro pervicace curiosità e dal loro strutturale desiderio di compimento. Sì, per tornare a creare valore, è proprio di giovani così che abbiamo bisogno. Ragazzi che siano in grado di non affondare nel nichilismo a cui tutto sembra condurli ma che, al contrario, abbiano il proprio punto di riscossa nella capacità di sacrificarsi - senza paura della fatica o della provvisorietà di certe opportunità lavorative - per perseguire una strada di bellezza, gioia, verità e tentare di dare un contributo, partecipare, a una quanto mai necessaria creazione di valore, per tutto il mondo. E proprio questa capacità di creare valore - noi che siamo più avanti nel percorso della vita - dobbiamo, per primi, ricominciare a considerare quale criterio prioritario delle nostre iniziative, a ogni livello.

Di giovani tesi al raggiungimento di nuovi, anche se faticosi obiettivi, abbiamo infatti, oggi più che mai, bisogno, proprio perché ci conducono a rimettere in discussione tutto, per trovare nuove, efficaci, soluzioni. Se sapranno accettare la durezza della strada che si para loro davanti, i nostri ragazzi saranno infatti i più liberi nel contribuire a un rinnovamento necessario, i più capaci di battere in breccia chi cerca solo di mantenere uno status quo che, alla luce dei fatti, si rivela non più adeguato e ormai pernicioso per tutti. Mossi da curiosità e desiderio saranno i nostri stessi giovani che ci costringeranno a decidere se generare finalmente un contesto in grado di favorire, valorizzare, sostenere proprio lo sviluppo di queste loro caratteristiche, che stanno alla base di ogni autentica innovazione e di ogni costruzione duratura, o se, al contrario, insistere, autolesionisticamente, in un processo di sistematico soffocamento e di reiterata delusione di queste aspettative strutturali.

A tutti noi, protagonisti della società presente, a ogni livello, la domanda: vogliamo continuare a deludere i nostri giovani, bloccandone la possibilità di incidenza positiva o sapremo, finalmente, costruire un Sistema scolastico, formativo, professionale, aziendale, di Governo, capace di valorizzare la strada maestra della curiosità e del desiderio umani?

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COMMENTI
02/04/2013 - Ecco dove ci ha portato venerare il dio denaro (Mariano Belli)

In questo articolo si profila una guerra tra generazioni...che brutta cosa! Ma perchè i giovani devono "battere" i più vecchi? Che tipo di società stiamo prefigurando? E proponendo, ai nostri giovani? E' proprio necessario imporre la legge della jungla, conseguenza del culto del dio denaro, o non sarebbe molto meglio una società dove, piuttosto che la vittoria del più forte, vi sia una vittoria della solidarietà, tra classi non solo di età, ma anche di censo. "generare valore e diventare più produttivi" : non è certo questo lo scopo della vita (mi auguro che i nostri giovani migliori lo capiscano...), non è su questo che si può fondare una società! E tanto meno la propria vita....che allora diverrebbe .....una vita da schiavi!