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REDDITO DI CITTADINANZA/ Così Beppe Grillo cancella merito ed equità

Le proposte del Movimento 5 stelle sul lavoro, spiega MARTINA MARMO, non sono certamente utili, ma rischiano anzi di essere controproducenti per il mercato del lavoro italiano

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Il fenomeno Beppe Grillo è stato tale perché plurime sono le motivazioni alla base del suo successo. Peccato che nemmeno una di queste possa essere collegata, a mio avviso, alla sua proposta politica sul cruciale tema del lavoro e non solo. Per accorgerci di questo basta leggere proprio quelli che sono i punti programmatici che il Movimento 5 Stelle propone.

Abolizione della legge Biagi e sussidio di disoccupazione per tutti: neanche a farlo apposta, quanto di più lontano dalla visione del diritto del lavoro che credo essere quella giusta per un’Italia che procede verso il futuro, invece di chiudersi nelle pieghe del Novecento che è pure finito. Come se non bastasse, tra le iniziative grilline c’è addirittura quella di un reddito di cittadinanza al posto della “macchina infernale”, come da Grillo definita nel suo tsunami tour, “che paga 19 milioni di pensioni e 4 milioni di stipendi pubblici”. Tutto questo sarebbe da sostituire con questo irresponsabile istituto, secondo il leader dei grillini.

Non voglio entrare nel merito di dove trovare le risorse economiche per corrispondere un tale reddito, mi fermo molto prima: non ha senso chiedersi come trovare i soldi per pagare qualcosa che è già profondamente sbagliato di per sé; ci troviamo infatti davanti a un piano del tutto iniquo, in quanto realizza una redistribuzione di ricchezza indistinta, fatta senza guardare minimamente al merito e alle competenze della singola persona. Ben altra cosa è invece garantire un sussidio per la disoccupazione che sia effettivamente in grado, da un lato, di sostenere i momenti di esclusione di una donna o di un uomo dal mercato del lavoro, ma dall’altro volto al reinserimento del disoccupato nel mercato (ad esempio, grazie alla previsione dell’impossibilità di ricevere il sussidio dopo aver rifiutato offerte di lavoro valide e dignitose da parte dei centri per l’impiego; o, ancora, subordinando l’erogazione del sussidio alla dimostrazione di un impegno concreto e attivo nella ricerca di una nuova occupazione).

I grillini hanno collezionato il consenso dei tanti a cui piace lamentarsi e purtroppo anche dei tanti che si impegnano, ma che sono disperati e sfiancati dalla crisi; e che non hanno avuto perciò la forza di cercare il programma più adatto per la crescita dell’economia reale del Paese. In tanti ha fatto così breccia la forza, il chiasso, la capillarità della campagna elettorale dei grillini, che è stata così efficace da bastare essa stessa per recuperare voti, dati sulla fiducia che non spingeva neanche a consultare i contenuti del programma del movimento.


COMMENTI
09/03/2013 - reddito di cittadinanza (rossi paola)

immagino che chi abbia scritto queste cretinate non abbia mai vissuto all'estero. Anche a me, come ad un altro commentatore, mi volevano proporre venti anni fa quei contratti a breve termine, ma io, siccome avevo il presentimento che dopo 20 anni mi sarei ritrovata nella stessa posizione, se non peggio, me ne sono andata all'estero e ho vissuto in diversi paesi europei. I lavoratori all'estero sono molto piu retribuiti, rispettati e tutelati e se non hai il lavoro, lo stato ti aiuta, mica ti lascia con il sedere per terra. Prima di pensare di essere in grado di scrivere un articolo INFORMATI.

 
07/03/2013 - Esiste in tutti i paesi europei civili da decenni (Moeller Martin)

Il reddito di cittadinanza richiesto da Grillo è qualcosa che tutti i paesi Europei civili hanno da decenni. Si tratta di un modello di assistenza sociale pubblico basato sui diritti dei cittadini e non sulla carità e che permette a chiunque, indistintamente ed in modo uguale, di vivere (o soppravivere)con un minimo di dignita. I tanti odiati tedeschi hanno davvero 1000 e più Euro al mese di sussidio (chiamato Hartz IV), a cui vanno aggiunti in molti casi altri aiuti diretti quali ad esempio per l'affitto. E se qualcuno si chiede se è possibile in Germania 'campare' con i sussidi senza mai lavorare, la risposta è si, anche per tutta la vita. E dato che non poche persone lo fanno, Schroeder con la sua revisione del sistema assistenzale ha dovuto introdurre vincoli al cumolo nel medesimo nucleo familiare e l'obbligo di accettare un lavoro proposto almeno ogni 6 mesi, pena la decurtazione del 20% dell'importo percepito.

 
07/03/2013 - SUL PRECARIATO E REDDITO DI CITTADINANZA (MARCO MONFERINO)

Ma chi è che scrive queste idiozie? Probabilmente si tratta di qualcuno che in vita sua non ha mai dovuto sbattere la testa in un'agenzia di lavoro interinale o non si è mai dovuto accontentare di un lavoro precario imposto da un contratto a termine. Ma come si può definire un contratto precario: "disciplina che nel decennio successivo alla sua emanazione non ha fatto altro che far emergere grossi spicchi di lavoro sommerso e aumentare l'occupazione"? Ma come si può definire la precarietà: "modalità di svolgimento della prestazione lavorativa che nasce nella realtà del mondo del lavoro".Personalmente sono entrato nel "mondo del lavoro" con un contratto a termine di 6 mesi nel 1998 e ne sono uscito con un contratto di 10 mesi nel 2008. Ora mi ritrovo a 37 anni disoccupato da 4 anni a causa della crisi economica e in tutti questi anni non ho potuto acquistare un'auto, un appartamento o attivare un semplice finanziamento per fare un acquisto. Come si può giudicare positivo un tale fallimento? Ma non lo sai tu, che i giovani fuggono all'estero perchè qui non ci sono prospettive? E il reddito di cittadinanza che è già una realtà consolidata da molti anni in tutta Europa tranne che in Grecia e in Italia? Meglio abbandonare un disoccupato alla disperazione, senza lavoro e senza reddito soltanto perchè il Centro per l'impiego non è in grado di assicurargli una qualsiasi occupazione,vero? Come si può giustificare un tale scempio e disastro sociale? Viva il M5S e viva Beppe Grillo.