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Lavoro

Bisogna ancorare salari e lavoro alla produzione di valore

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Per giungere a questi importanti traguardi dobbiamo, da una parte, uscire dall’illusione che il posto di lavoro fisso sia un diritto indiscutibile per tutti - sia nel pubblico che nel privato - e, dall’altra, fare leva sulla responsabilità di chi lavora, contenendo subito e riqualificando nel breve termine quelle sacche improduttive che si stanno rivelando come una falla che lo scafo, ahimè, non è più in grado di reggere.

Occorre dunque agire subito e con una strategia chiara, tenendo compresenti due fattori essenziali nella costruzione di un futuro che coinvolga tutte le componenti sociali del nostro Paese, chiamate a condividere e sostenere - nei fatti - una rotta capace di farci riprendere il largo. Da un lato, infatti, è decisivo individuare ciò che si può fare subito per alimentare una dinamicità necessaria per ripartire, usando rimorchiatori capaci di dare il primo abbrivio e farci allontanare un po’ dalle secche; dall’altro, tuttavia, è fondamentale che il traino provvisorio, consentito da iniziative di brevissimo termine, avvenga nella direzione giusta, capace, quindi, di riportarci al largo. Non tutte le iniziative sono infatti in grado di disincagliarci e restituirci in maniera stabile alla navigazione in pieno oceano. E poiché le energie da mettere in campo sono contingentate, un loro preciso utilizzo si rivelerà decisivo, costituendo anche un essenziale criterio di giudizio per valutare l’operato di chi sarà chiamato sulla tolda di comando. Occorre dunque non confondere i due piani - strategico e di breve - e, soprattutto, valutarne la coerenza intrinseca.

Serve cioè una rotta, una direzione strategica: quella del lavoro strettamente ancorato alla produzione di valore, dove la produttività si pone come essenziale fattore di sviluppo, riduzione dei costi, maggior competitività, aumento degli stipendi e maggior benessere per tutti. Nel contempo sono necessari, subito, interventi di breve termine, come la riduzione del cuneo fiscale o la decisione di incentivare assunzioni, che possono alimentare immediatamente l’economia generale e quella delle persone coinvolte, ma che nel contempo devono sin dall’inizio avere una prospettiva di valore nel medio e lungo termine. Il tempo in cui scavare buche per poi riempirle poteva essere ritenuto utile per rilanciare la crescita, è finito per sempre: a meno che non si voglia contribuire ulteriormente ad allargare la già preoccupante falla, imbarcando altra acqua.