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IL CASO/ Perché lo Stato “scippa” 600 euro dalle buste paga degli italiani?

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Se un’azienda aumentasse il salario lordo il paradosso è che su quell’aumento di salario c’è quasi un 50% di imposizione fiscale. Per ottenere un aumento netto di 500 euro in busta dovrebbe spendere molto di più, oltre i mille euro e questo genererebbe un circuito impossibile da attivare per le imprese. Ma il problema non è tanto quello di chiedere aumenti salari indiscriminati se non quello di far consentire alle imprese di distribuire parte dei profitti ai lavoratori senza doverli versare al Fisco.

Secondo lei, quali provvedimenti sulla pressione fiscale il nuovo Governo dovrebbe adottare?

In questo momento c’è un problema gravissimo di disoccupazione giovanile, credo quindi, che sia necessario introdurre per i giovani un’aliquota contributiva al 10% per tutti i neo assunti (oggi è al 33%). Ci sono degli studi che mostrano come sia sostenibile adottare questa misura nel medio periodo, mentre, almeno per il momento, lascerei invariata la parte strettamente fiscale.

 

(Elena Pescucci)

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