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Lavoro

SCENARIO/ Sacconi: facciamo il governissimo per non "svendere" l’Italia

Maurizio Sacconi (Infophoto)Maurizio Sacconi (Infophoto)

Nel senso che la parte di finanziamento del Fondo Sociale si rivolgeva anche alle necessarie politiche attive e l’accordo quindi con le Regioni è consistito non solo nella protezione del reddito ma anche nell’impegno ad accompagnare quanto più i lavoratori costretti all’inattività e soprattutto quelli costretti alla transizione verso un altro auspicabile posto di lavoro a fruire di servizi che poi si sono prodotti naturalmente con geometrie variabili nel territorio.

 

Quali sono stati i risultati anche da un punto di vista qualitativo?

 Questo uso massiccio della cassa integrazione in deroga ha consentito una strumentazione flessibile attraverso la quale si è garantita la coesione sociale e allo stesso tempo la continuità delle imprese. Io difendo questi nostri istituti che sono stati criticati per l’abuso temporale che talora si è prodotto benché coerente con la norma di legge: questo istituto è stato straordinariamente utile, insisto, in una congiuntura che si è caratterizzata soprattutto per il crollo della domanda prima ancora che per esigenze di ristrutturazione dell’offerta. L’importanza di questa strumentazione è stata appunto resa evidente dal fatto che abbiamo consentito a molte imprese di sopravvivere con il loro contenuto principale, i loro lavoratori.

 

Recentemente Susanna Camusso si è unita alle dichiarazioni di Bonanni e Angeletti affermando che bisogna sostenere l’impresa per sostenere il lavoro. Siamo all’inizio di un nuovo atteggiamento?

Nessuna svolta, siamo semplicemente nella banalità. Non ho mai visto un lavoratore che possa prescindere dall’impresa nella quale è collocato. E’ evidente che in questo momento molte imprese anche con oggettive capacità competitive, in presenza del crollo della domanda e di interruzione del circuito della liquidità, rischiano di chiudere pur avendo capacità competitive. Ed è quindi doveroso preoccuparci della loro sopravvivenza anche dal punto di vista della loro liquidità. Da sempre il sindacato, qualunque organizzazione sindacale, si è preoccupato della sopravvivenza delle imprese: ora che un problema come quello della liquidità investe diffusamente l’impresa, i sindacati hanno semplicemente sollecitato questa risposta da parte dello Stato.

 

(Giuseppe Sabella)

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