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Lavoro

DISOCCUPAZIONE/ Imu e crediti delle imprese possono combatterla

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Il problema dell’anno scorso è che i consumi sono diminuiti più del Pil. I consumi sono diminuiti del 3,5%, mentre il Pil del 2,5%. Di solito succede il contrario. Occorre assolutamente invertire questa tendenza. Bisognerebbe poi andare anche verso istituzioni del mercato del lavoro più simili a quelle tedesche, in modo che che quando c’è una crisi i costi vengano pagati pro quota da tutti. Nei momenti di difficoltà diventa difficile pensare al domani, più facile, invece, che si sviluppi una guerra tra poveri, tra quelli che rimangono senza lavoro e quelli che invece lo mantengono per ragioni magari casuali…

 

Secondo lei, il nostro tasso di disoccupazione potrà crescere ancora?

 

Temo di sì per tutto il 2013, perchè c’è un’altra regola che dice che prima devono migliorare i fatturati delle aziende e aumentare il Pil e solo dopo migliora anche il mercato del lavoro. Ancora non si vede il miglioramento del Pil ma solo un minor calo (anziché il -2,5% dell’anno scorso, in questo trimestre andremo più vicini allo zero): vorrà dire che nel primo semestre il Pil smetterà di cadere e poi ricomincerà ad aumentare solo nella seconda metà dell’anno. Bisogna, però, aspettare che aumenti il Pil per aumentar i posti di lavoro. Probabilmente la disoccupazione tenderà ad aumentare ancora un po’.

 

Di quanto?

 

Dipende un po’ da quello che succede al Pil. Ora il tasso di disoccupazione è all’11,6% e dovrebbe salire di un altro mezzo punto. I disoccupati potrebbero aumentare di altre 125mila persone a causa di quello che è già successo.

 

(Elena Pescucci)

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