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Lavoro

ESODATI E INSTALLATORI/ Del Conte (Bocconi): così lo Stato crea i “disoccupati per legge”

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Ancora una volta, dimostriamo di essere il “Paese dei pezzi di carta”. Siccome non abbiamo un sistema ispettivo efficiente, riversiamo sull’operatore - che, magari, ha anni di esperienza alle spalle - l’onere di certificare una professionalità adeguata.

 

Tutto ciò cosa comporterà?

Evidentemente, sarà colpito il lavoro di persone che la loro attività la sanno svolgere, eccome. Si ridurrà, di conseguenza, il mercato e si alzeranno i prezzi di installazione degli impianti perché ci sarà meno concorrenza. E, come se non bastasse, al diploma conseguito potrebbe non corrispondere una reale capacità.

 

Queste persone rischiano di ingrossare le fila degli esodati?

Più che esodati, li definirei nuovi disoccupati. Anzi: “disoccupati per legge”.

 

Verosimilmente, fatto il danno, ci sarà una sanatoria?

Il legislatore ci ha abituato alle soluzioni più imprevedibili. La più ragionevole consisterebbe nel predisporre corsi di formazione e test di abilitazione pratica per consentire un’autorizzazione provvisoria a operare.

 

Perché il legislatore si ostina a produrre leggi che poi devono essere corrette e, di fatto, invalidate?

Dietro queste normative percepisco più che l’esigenza di elevare la qualità delle prestazioni, quella di consentire la proliferazione di istituzioni di formazione (che fanno gli interessi di chi forma in termini di disponibilità finanziarie ed erogazione di occupazione) che spesso, nel nostro Paese, sfuggono alla verifica di risultato. Va da sé che se l’obiettivo fosse quello della verifica della suddetta qualità basterebbe, infatti, fare più controlli. 

 

(Paolo Nessi)

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