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Lavoro

FLOP PRODI/ 1. Ichino: sono venuti al pettine tutti i nodi irrisolti del Pd

Pietro Ichino (Infophoto)Pietro Ichino (Infophoto)

Scelta Civica il suo nome lo ha indicato già dal quarto scrutinio: è quello di Anna Maria Cancellieri. Ora tocca a Pd e Pdl prendere posizione.

 

Parlando di riforme e di riforma Fornero, si imputa al recente provvedimento soprattutto l’aver scoraggiato le assunzioni. Quali risposte ha dato, secondo lei, al lavoro e all’economia reale?

 

La legge Fornero ha molti difetti. Però due cose importanti le ha fatte: la riforma degli ammortizzatori sociali, con l’istituzione di una assicurazione universale di livello europeo contro la disoccupazione, e una riscrittura dell’articolo 18 dello Statuto, che riduce notevolmente il disallineamento della nostra disciplina dei licenziamenti rispetto a quella dei maggiori paesi europei. Nella parte in cui la legge si propone di contrastare il precariato abusivo vedo degli eccessi di rigidità e qualche errore tecnico; ma soprattutto mi sembra che sia stato sottovalutato lo shock di costo e di rigidità che le imprese dovrebbero affrontare per regolarizzare questi rapporti. Ora, se vogliamo evitare che si perdano centinaia di migliaia di posti di lavoro, abbiamo solo due strade possibili: tornare indietro, abrogando o depotenziando le norme della legge Fornero, oppure risolvere il problema in avanti, offrendo a imprese e lavoratori la possibilità di sperimentare un rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato molto meno costoso e meno rigido rispetto al modello attuale. Questa è la scelta che propongo con il disegno di legge che ho presentato con gli altri senatori di Scelta civica questa settimana (18 aprile, ndr).

 

Sacconi e Tiraboschi hanno più volte denunciato il cambio di rotta della riforma Fornero rispetto alla riforma Biagi. Lei cosa ne pensa?

 

In realtà, la legge Biagi già conteneva una disciplina fortemente restrittiva in materia di collaborazioni continuative autonome, vietandole in tutti i casi in cui non fossero collegate a un preciso progetto, con un suo momento iniziale e un suo momento terminale. Poi fu subito il ministro Maroni, con la circolare n. 1 del 2004, a depotenziare la legge, dandone per questo aspetto una lettura molto lassista. Per questo stesso aspetto, la legge Fornero si è proposta sostanzialmente di rendere effettiva la previsione contenuta nella legge Biagi.

 

Recentemente Susanna Camusso si è unita alle dichiarazioni di Bonanni e Angeletti affermando che bisogna sostenere l’impresa per sostenere il lavoro. È di questi giorni oltretutto il protocollo per la competitività del gruppo Finmeccanica sottoscritto anche dalle rappresentanze sindacali, Fiom-Cgil compresa. Siamo all’inizio di un qualcosa di nuovo nelle nostre relazioni industriali?

 

Non sarebbe mai troppo tardi per inaugurare questo nuovo corso.

 

(Giuseppe Sabella)

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