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Lavoro

GOVERNO/ Dai numeri dell’Istat la prima sfida per Enrico Letta

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Questi dati mostrano con evidenza le criticità in cui ci troviamo che hanno una particolarità rispetto agli altri momenti di crisi passate: la velocità, rapidità con la quale criticità economiche e finanziarie si ripercuotono sull’occupazione. Nel 2007 avevamo raggiunto il valore più basso degli ultimi 35 anni (6,1%), arrivando sostanzialmente da dieci anni di discesa del tasso di disoccupazione che nel 1998 era all’11,3%. Dal 2008 con l’avvento della crisi la disoccupazione è cresciuta rapidamente, passando il TD dal 6,8% del 2008 al 10,7% del 2012. Cinque punti sono stati recuperati in circa dieci anni e negli ultimi quattro ne abbiamo persi quattro con il rischio che anche il 2013 veda incrementare tale valore.

Questo fatto con gli altri evidenti problemi sotto gli occhi di tutti creano molte preoccupazioni per le persone, le famiglie, per le imprese e in particolare per i giovani e per la prospettiva del loro futuro. La mancanza di scelte e decisioni rapide comporterebbe ulteriore crescita dei problemi occupazionali. Serve al nostro Paese un governo che sappia intervenire tempestivamente sulla crescita economica, sostenendo le imprese in percorsi di innovazione e crescita e le persone, attraverso servizi e politiche a supporto dello sviluppo del loro percorso lavorativo e professionale.

Non un governo che butti acqua sul fuoco per ottenere consensi populisti, ma un governo che abbia idee nuove, attivi le riforme strutturali di cui il nostro Paese a bisogno e valorizzi in ottica sussidiaria le molteplici risorse di cui disponiamo: creatività, solidarietà e innovazione.

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