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START-UP/ Michel Martone: ecco le imprese per battere la disoccupazione giovanile

Michel Martone (InfoPhoto) Michel Martone (InfoPhoto)

Io penso che purtroppo i posti di lavoro non si creano per legge e non si creano nemmeno con le sentenze dei giudici. I posti di lavoro si creano nell’economia reale. In questo momento noi siamo in mezzo a un crisi che si caratterizza per la sua durata, perché è iniziata nel 2008 e dura ancora oggi: stiamo entrando nel sesto anno. Un tema drammatico come quello della disoccupazione giovanile, quindi, che oramai cresce da anni e anni, è sicuramente una sfida di tutto il Paese, anzi la sfida del Paese. È la sfida delle famiglie, nell’incentivare i nostri giovani a fare del loro meglio; è la sfida del sistema educativo, che deve riuscire a fare quel salto in avanti per dare ai nostri giovani quelle competenze che realmente servono al mercato. Per contrastare quei 40 milioni di persone che nel mondo ogni anno entrano nel mercato del lavoro e aspirano al nostro tenore di vita e sono pronti a fare dei sacrifici. Dopodiché, noi dobbiamo dare diritti ai nostri giovani, ma soprattutto opportunità, come ci ricorda l’ultima raccomandazione dell’Ue.

 

Il governo Monti cosa ha fatto in quest’ottica?

È proprio in questa direzione che ha deciso di muoversi il governo con un provvedimento di cui si è parlato molto poco, ma che reputo molto importante e al quale ha collaborato anche il Ministero del Lavoro.

 

Ovvero?

Sto parlando delle start-up. Rispetto alle start-up cominciamo a vedere un segnale positivo e cioè che, nonostante la crisi economica, nonostante la mancanza di liquidità, nonostante la difficoltà di reperire investimenti, noi abbiamo un sensibile aumento della richiesta della nascita di nuove start-up. Si tratta di società che investono nei settori tecnologici, prevalentemente lanciate da giovani, e che cominciano a esplorare nuovi percorsi per creare nuova occupazione. Io credo che oggi quello che è importante è essere sinceri con i nostri giovani, far capire loro che le sfide che hanno davanti sono molto difficili e per cui è importante che ci mettano tutto il loro impegno.

 

Fare impresa è sicuramente uno di questi modi. Come mai si è scelto di puntare sulle start-up?

Perché è importante che nel nostro Paese si rivaluti anche la figura dell’imprenditore. L’imprenditore non è il nemico dei lavoratori che li sfrutta, l’imprenditore è anche colui che crea posti di lavoro e dà un servizio alla collettività. Rispetto a un’attività che ho seguito con molta attenzione, quella dei tavoli di crisi, è vero che il nostro Paese ha grandi problemi, ma c’è un’Italia che non si rassegna e vuole reagire. Dobbiamo prendere esempio da questa Italia per cercare di guardare in faccia i problemi, affrontarli, individuare le soluzioni con il massimo consenso possibile. Questo non è il momento delle divisioni, questo è il momento dell’unione tra forze politiche e sociali, tra istituzioni, tra generazioni. Dobbiamo ricominciare a credere nel nostro Paese e a parlarne bene perché ha straordinarie potenzialità.

 

(Giuseppe Sabella)

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