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START-UP/ Michel Martone: ecco le imprese per battere la disoccupazione giovanile

Sta per nascere un nuovo governo e MICHEL MARTONE ci spiega cos’ha fatto il precedente in tema di sviluppo e occupazione giovanile, specialmente con le start-up

Michel Martone (InfoPhoto) Michel Martone (InfoPhoto)

“Crescita e occupazione al centro della prossima legislatura”. Più o meno in questo modo Enrico Letta, oggi Premier, si è ripetutamente espresso in tempi non sospetti, in tempi in cui mai avrebbe immaginato di trovarsi a guidare il Consiglio dei Ministri. Crediamo che oggi l’esecutivo nascente non possa prescindere dalla crescita e dal lavoro, che sono naturalmente le priorità unanimemente identificate. Anche perché, poco meno di due settimane or sono, il Fondo monetario internazionale ha affermato che “l’Italia è sulla strada giusta: entro la fine del 2013 la gran parte degli aggiustamenti fiscali saranno stati effettuati, così come le prospettive di crescita per il 2014”. Il Fmi ha aggiunto che in Italia sul fronte delle riforme strutturali possa essere fatto di più, “a cominciare dalla giustizia”. E secondo Jorg Decressin - Direttore del World Economic Studies Division - la crescita è ancora debole in Italia perché tutti gli aggiustamenti fiscali sono stati effettuati nell’ultimo anno, ma nel 2014 sarà meglio. IlSussidiario.net ha intervistato a riguardo il Vice Ministro del Lavoro del governo uscente, Prof. Michel Martone, che in un’ottica di crescita ricorda anche le nuove generazioni e l’importante effetto del decreto del governo sulle start-up: da gennaio sono 453 le piccole imprese nate in tutta Italia prevalentemente da nuove leve dell’imprenditoria italiana.

Vice Ministro, come può la Pubblica amministrazione farsi più leggera per consentire all’impresa, oggi più che mai sofferente, di avvertire meno carico fiscale e burocratico?

Si tratta di un punto molto importante. 16 mesi fa, quando si è insediato il governo tecnico, uno dei motivi per i quali siamo stati chiamati era appunto quello di riuscire a convincere i nostri partner europei ad aiutare l’Italia nel mezzo di una crisi finanziaria, dei debiti sovrani e degli spread, per appunto fare in modo di pagare le pensioni e gli stipendi. Oggi, grazie al grande senso di responsabilità dimostrato dagli italiani che hanno dovuto affrontare difficili sacrifici, si sta discutendo di come far cambiare linea all’Ue per arrivare a un’Ue che sia più presente sui problemi della crescita.

E cosa abbiamo ottenuto?

Va vista in questa ottica l’autorizzazione a pagare 40 miliardi di euro di debiti pregressi della Pubblica amministrazione nel rispetto dei parametri del patto di stabilità. Ciò ci consente da un lato di immettere un’importante massa di liquidità (40 miliardi) nel sistema economico, dall’altro di ottenere e usufruire di quei benefici che sono così importanti perché significa non bloccare gli investimenti nelle infrastrutture e proseguire nel percorso della crescita avendo i conti in ordine. Questo è stato il risultato ed è principalmente merito degli italiani, e ci testimonia che di fronte alle emergenze che siamo chiamati ad affrontare per risolvere problemi che si sono creati negli ultimi 40 anni, non esistono scorciatoie ma piuttosto esiste il duro lavoro di ogni giorno e il coraggio di guardare in faccia i problemi e risolverli. E questo è l’insegnamento che io credo ci abbia lasciato anche l’opera di Margaret Thatcher.

Il pagamento di questi debiti dallo Stato è un fatto epocale in Italia…