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LEGGE FORNERO/ Treu (Pd): buttarla? No, basta cambiare il contratto a termine

Tiziano Treu (InfoPhoto) Tiziano Treu (InfoPhoto)

L’Imu, soprattutto se si introduce qualche aggiustamento, è molto progressiva e potrebbe non colpire la maggior parte delle famiglie. Se invece scarichiamo interamente questi 4 miliardi aumentando le tasse sul reddito, sia a livello nazionale sia a livello locale, finiamo per compiere un’operazione secondo me ingiusta e che colpisce soprattutto chi non ha la possibilità di evadere, mentre sulle case al contrario non si può evadere.

 

Lei quindi quale soluzione propone?

Una possibile soluzione, che era stata avanzata da alcuni dei Comuni e dalla stessa Anci, consiste invece nel concedere maggiore autonomia ai Comuni e agli enti locali, permettendo loro di aggiustare l’Imu sulla base delle loro possibilità di bilancio. Già 1.200 Comuni hanno sostanzialmente abolito questa tassa, per esempio aumentando le detrazioni. La strada da esplorare è quindi quella di lasciare agli enti locali e ai Comuni la facoltà di eliminare l’Imu sulla prima casa o di ridurla drasticamente, e di compensarla con gli strumenti a disposizione. Qualcuno lo farà introducendo una tassa sui ricchi, qualcun altro introdurrà la tassa di soggiorno come ha già fatto il Comune di Venezia.

 

Con i bilanci in rosso lamentati dai Comuni italiani, ritiene davvero credibile che aboliranno l’Imu?

Sì, anche perché 1.200 Comuni italiani su 8.000 lo hanno già fatto. Si potrebbe anche pensare che lo Stato compensi in parte i mancati introiti da parte dei Comuni che scelgono di abolire l’Imu. Va inoltre regolarizzato il patto di stabilità.

 

Che cosa ne pensa invece della tassa sui pensionati con più di 3.500 euro, che secondo Franco Abruzzo sarebbe al vaglio di alcuni esperti?

A prescindere dal fatto che non capisco sulla base di quali fonti Franco Abruzzo affermi che sarebbe al vaglio questa ipotesi, comunque sono contrario a una tassa sui pensionati. In primo luogo, si tratta di una soluzione che non permetterebbe di riscuotere introiti particolarmente elevati. Finiremmo inoltre per penalizzare sempre le stesse persone non particolarmente benestanti, sia che si tratti di lavoratori sia che si tratti di pensionati. A pagare l’Irpef sono infatti sia le retribuzioni dei lavoratori dipendenti sia i pensionati. La ritengo quindi un’operazione non equa.

 

(Pietro Vernizzi)

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