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Lavoro

LEGGE FORNERO/ Treu (Pd): buttarla? No, basta cambiare il contratto a termine

Per TIZIANO TREU, siccome la legge Fornero è un tema controverso, vanno seguiti i suggerimenti dei saggi nella loro relazione conclusiva, ritoccando la riforma senza modificarla radicalmente

Tiziano Treu (InfoPhoto)Tiziano Treu (InfoPhoto)

“Vorremmo che la materia del lavoro non si toccasse più. Se si dovesse rivedere qualcosa, lo faranno i sindacati con gli imprenditori”. Lo ha affermato Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, a proposito della riforma Fornero. “Bisogna buttare a mare la riforma Fornero e tornare alla legge Biagi”, ha invece dichiarato più volte Maurizio Sacconi, sostenuto da Maurizio Gasparri: “E’ lui il nostro massimo esperto, e la riforma del lavoro è la cosa che più abbiamo rimproverato a Monti”. Ilsussidiario.net ha intervistato Tiziano Treu, responsabile per il Lavoro del Partito democratico.

Che cosa ne pensa di quanto ha sottolineato Bonanni sulla riforma Fornero?

Ho sempre detto che non è il caso di fare una nuova riforma del lavoro, le cui conseguenze sarebbero negative in quanto continuare a modificare la normativa di riferimento crea soltanto instabilità. Ciò che hanno detto i saggi è che si può fare qualche ritocco anche per quanto riguarda la legge Fornero. E’ quanto hanno proposto i saggi e la ritengo una cosa saggia.

Come farete a convincere il Pdl che invece vuole cambiarla?

Siccome è un punto controverso, la mia opinione è che sia necessario seguire fedelmente questo suggerimento che ci hanno i saggi nella loro relazione. La legge Fornero va ritoccata leggermente, pur senza modificarla radicalmente. Nello specifico va introdotto un aggiustamento per quanto riguarda la normativa sul contratto a termine.

Che cosa ne pensa di chi afferma che l’Imu vada abolita, compensandola con un incremento dell’addizionale comunale Irpef?

Su questo tema ci sono varie gradazioni. Come ha detto il Pd, uno potrebbe dire che l’Imu sulla prima casa non va abolita ma resa molto leggera o quasi nulla fino a un certo livello, concentrandola quindi solo sulle case molto prestigiose e di persone ricche. Già così non sarebbe eliminata, ma vorrebbe dire che l’80% delle famiglie non la pagherebbe. Questa potrebbe quindi essere una soluzione minore.

E se invece si volesse eliminare del tutto l’Imu sulla prima casa, come propone il Pdl?

Se invece la si volesse proprio eliminare, questo costerebbe 4 miliardi. L’idea di recuperare 4 miliardi con le addizionali comunali Irpef è molto dubbia. In primo luogo vorrebbe dire alzare parecchio le tasse sui redditi, e in questo modo andremmo sempre a pescare sui ceti medi: è una scelta che non condivido.

Ritiene che l’Imu sia più equa?