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Lavoro

CASSA INTEGRAZIONE/ Loy (Uil): entro un mese scatterà "l’allarme rosso"

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La prima spiegazione è tecnica: fino a qualche mese fa si sperava che l’impatto della crisi sarebbe stato meno violento e che la domanda da parte delle imprese non sarebbe stata così alta. La seconda, è politica: il governo in carica ha preferito non impegnare risorse sapendo che, da lì a breve, se ne sarebbe andato, affidando al nuovo quadro politico il compito di togliere la castagna dal fuoco; ovvero l’incarico di individuare le risorse necessarie. Il nuovo governo avrebbe dovuto prendere atto della nuova situazione, e varare una finanziaria adeguata. Il problema è che il quadro politico è ancora quello vecchio che stancamente si trascina e non ha gli strumenti per operare. Nel frattempo, i soldi stanno finendo.

 

Come se ne esce?

Anzitutto, abbiamo chiesto di rivedere i criteri di autorizzazione della Cig. In certi casi, sono mancati criteri di razionalità. L’ottimizzazione porterà a qualche risparmio. Resta il fatto che mancano dai 700 milioni al miliardo di euro. Queste risorse andranno recuperare attraverso profonde operazioni di bilancio. Si tratterà di scelte che spetteranno alla politica. Nessuno, d’altro canto, né a destra né a sinistra si prenderà mai la responsabilità di negare il sussidio a chi è senza lavoro.

 

Dove si possono recuperare le risorse?

Si può fare una nuova spending review, con maggiore attenzione ai costi della politica; si può rivedere la disciplina degli incentivi alle imprese, eliminando quelli che finora non hanno funzionato; infine, va aumentata la lotta all’evasione fiscale.  

 

(Paolo Nessi)

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