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Lavoro

FESTA DEL LAVORO(?)/ I numeri che mettono in allarme Giovannini

La festa dei lavoratori è stata preceduta dalla diffusione di nuovi dati dell’Istat, l’istituto di statistica da cui proviene il nuovo ministro del Lavoro. L’analisi di GIANCAMILLO PALMERINI

Enrico Giovannini (Infophoto)Enrico Giovannini (Infophoto)

È forse arrivata l’ora di farla finita con il complesso del Primo Maggio. Almeno la pensano così gli Elio e le storie tese che, con il sarcasmo che li caratterizza, irridono, neanche troppo bonariamente, il rito laico del concertone per la Festa del Lavoro . Hanno stancato, secondo il gruppo milanese, quei retorici inviti a dedicare le proprie canzoni “contro il capitalismo” e il “lavoro che sfrutta tutti”. La crisi ha, infatti, cambiato, e sta continuando a farlo, profondamente i nostri comportamenti e le nostre abitudini, nonchè il modo di lavorare e la stessa percezione del lavoro nelle nostre vite quotidiane. Ancora non sembrano, tuttavia, scalfiti da questi mutamenti i sindacati.

L’Istat ci ha ricordato, nei giorni scorsi, come la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo del proprio contratto collettivo rappresenta ben il 40,8% del totale dei lavoratori del nostro Paese (il 23,4% nel settore privato). La stessa rilevazione ci segnala che l’attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è, in media nel nostro Paese, di 28,8 mesi per l’insieme degli occupati e di (soli?) 16,2 mesi per quelli del settore privato. Uno dei frutti “avvelenati” di questa cattiva pratica è che le retribuzioni dei lavoratori non crescono e rimangono sostanzialmente “al palo”. Gli stipendi dei lavoratori italiani sono, infatti, a marzo 2013 stabili rispetto al mese precedente e crescono di solo 1,4% rispetto a un anno fa.

Ieri, ancora più drammaticamente, il nostro istituto nazionale di statistica ci ha comunicato che, in Italia, il tasso di disoccupazione si attesta, a marzo 2013, all’11,5%, un dato invariato rispetto al mese precedente, ma in aumento di 1,1 punti percentuali nei dodici mesi. Lo stesso rapporto segnala come il tasso di inattività tra i 15 e i 64 anni sia, nel periodo in analisi, pari al 36,3%, in aumento di 0,2 punti percentuali in termini congiunturali.

In questo quadro sarà chiamato, quindi, a operare il nuovo Ministro del Lavoro del “Governo Letta”, Enrico Giovannini, persona, peraltro, a conoscenza diretta di queste tendenze del nostro mercato del lavoro, essendo stato, dal 2009, Presidente del nostro istituto nazionale di statistica (l’Istat) e uno dei dieci saggi nominati, nelle setimane scorse, dal Presidente Napolitano.