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La ripresa si aggancia mettendo in rete pubblico e privato

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Ma non basta: occorre che ognuno dei soggetti coinvolti sia fortemente orientato a collaborare, attivandosi e dando il meglio di sé. Vediamo come. Per ciò che concerne gli operatori privati lo stimolo a dare il meglio è realizzabile attraverso il monitoraggio dei risultati e una forte premialità per chi li ottiene, che tenga possibilmente conto del grado di svantaggio colmato e della rapidità nel conseguimento della nuova occupazione.

L’aspirante lavoratore, dal canto suo, è condotto a dare il meglio di sé - con una non trascurabile valenza persino di tipo psicologico ed educativo - se gli viene chiesto di impegnare proprie risorse personali, tempo e volontà su tutte, nell’aderire effettivamente a quanto proposto in termini di formazione e ricerca di opportunità e se vengono precisamente regolamentate le fattispecie secondo le quali è eventualmente possibile rifiutare opportunità professionali, pena il decadimento della presa in carico della persona da parte degli operatori preposti.

Da ultimo, ma non per questo meno importanti, le imprese. Anch’esse, infatti, è bene che vengano responsabilizzate in caso di crisi - già nella fase di analisi delle soluzioni possibili - e orientate all’attivazione di eventuali misure di outplacement, attraverso una chiara corresponsabilità negli oneri finanziari correlati, che si realizzi coinvolgendo eventualmente i rispettivi fondi interprofessionali.

In sintesi: tutto ciò che è possibile e opportuno per ottenere “placement” va fatto, presto e bene. Da questo punto di vista, il contratto di somministrazione si pone come lo strumento migliore: permette, infatti, di dare risposta rapida ed efficace ai bisogni del lavoratore e dell’impresa, realizzando tutta la buona flessibilità di cui l’azienda ha necessità e offrendo nel contempo alla persona un’esperienza di lavoro tutelato, capace di accrescerne l’impiegabilità e garantire continuità di opportunità professionali. Tra l’altro, la logica dell’Aspi, con la sua maturazione in relazione ai mesi di lavoro effettuati, fa di questo contratto uno strumento davvero prezioso poiché i periodi di lavoro, quand’anche discontinui, aiutano le persone a realizzare la contribuzione che darà loro diritto all’ottenimento dell’Aspi.

In Lombardia, forse la Regione più avanzata in questo cammino, occorre invece proseguire con decisione sulla strada maestra della premialità a obiettivo occupazionale raggiunto. Solo così, tutti insieme, potremo ripartire, generando nuovo valore.

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