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Lavoro

RIFORMA PENSIONI GIOVANNINI/ Centrella (Ugl): sì alla flessibilità, ma non per tutti

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Ben venga la flessibilità. Ma non per coloro cui mancano pochi anni alla pensione. In tal senso, si può ipotizzare una fase transitoria. Inoltre, sarebbe necessario rimettere mano alla disciplina che identifica i lavori usuranti. A oggi non è stata compilata una lista definitiva ed esaustiva. A seconda del tipo di usura che la particolare tipologia lavorativa provoca, si dovrebbero studiare età pensionabili distinte.

 

Crede che per queste misure ci siano le risorse necessarie?

Queste modifiche sarebbero sostenibilissime. Anche perché, in seguito alla riforma Fornero, si è determinato un accantonamento di svariate decine di miliardi di euro. Quello sarebbe il capitolo di bilancio dal quale sarebbe più ragionevole e naturale attingere. Anche laddove questi soldi non fossero utilizzabili in virtù dei vincoli europei, perché già contabilizzati per coprire le esigenze dell’equilibrio di bilancio, altre risorse si potrebbero trovare in diversa maniera.

 

Come?

Tagliando i costi della politica. Non mi riferisco solamente al numero o agli stipendi dei parlamentari. Esiste una moltitudine di enti pubblici del tutto ingiustificati, nati esclusivamente allo scopo di rispondere alle esigenze di clientele politiche o distribuire favori e lavoro. Al contempo, esistono moltissime municipalizzate o partecipate statali presiedute da Cda composti da un numero di persone eccessivo e immotivato.

 

Come giudica, infine, la staffetta generazionale?

Può essere un modo per rilanciare l’occupazione e per consentire ai pensionandi più anziani di tirare il fiato. Tuttavia, sarà necessario pagare interamente i contribuiti ai senior e fare in modo che si tratti di una scelta fatta in assoluta libertà. 

 

(Paolo Nessi)

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