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RIFORMA PENSIONI LETTA/ Proietti (Uil): oltre agli esodati, il governo non si dimentichi della rivalutazione

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Il meccanismo di penalizzazioni e benefici a seconda dell’età di accesso al regime previdenziale limita notevolmente l’incidenza sulle casse dello Stato. In ogni caso, dobbiamo tenere conto del fatto che la rigidità dell’attuale sistema ha bloccato ulteriormente il turn-over. Le aziende non possono assumere giovani perché sono costrette a mantenere il posto di lavoratori anziani che, magari, vorrebbero pure andarsene in pensione. La flessibilità previdenziale contribuirebbe a rimuovere il blocco delle assunzioni. Si tratterebbe di un beneficio decisamente superiore agli eventuali costi. Altro punto sul quale sarebbe intervenire è la rivalutazione delle pensioni.

 

Ci spieghi meglio.

Considerando che il costo della vita continua ad aumentare, il governo dovrà rimuovere il blocco della rivalutazione, almeno per quelle fino a 4 volte la minima.  

 

Come valuta l’atteggiamento dell’esecutivo rispetto alla vicenda degli esodati?

Riteniamo altamente significativo che il premier abbia affrontato la questione nei medesimi termini adottati dal sindacato. Ha, infatti, fatto presente che oltre al danno economico ed esistenziale che si è creato per coloro che si trovano senza reddito da lavoro e da pensione, si è rotto il patto fiduciario tra Stato e cittadini. E’ positivo che le dichiarazioni di Letta vadano nella direzione di una salvaguardia graduale, attraverso le deroghe alla riforma Fornero, per tutte le persone interessate dalle penalizzazioni.

 

Questa volta, la politica riuscirà a non lasciarsi sopraffare dalla burocrazia e ad agire?

La politica ha sempre disposto del potere di agire. Quando si è abbandonata alla deriva tecnocratica, ha deciso deliberatamente di rinunciarvi.

 

Il premier è stato piuttosto generico rispetto a dove reperirà le risorse.

Il provvedimento Fornero ha realizzato un enorme risparmio, che è stato usato per coprire altre poste di bilancio che non si è voluto tagliare. Pensiamo, quindi, che attraverso una revisione selettiva di altri settori della spesa della pubblica amministrazione si possano recuperare le risorse necessaria. Senza dimenticare che è possibile tagliare ulteriormente i costi della politica e aumentare la lotta all’evasione fiscale. 

 

(Paolo Nessi)

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