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Lavoro

RIFORMA FORNERO/ I "guasti" che rendono inutili le modifiche di Giovannini

Enrico Giovannini (InfoPhoto)Enrico Giovannini (InfoPhoto)

Infine, la possibilità di evitare alle partite Iva di arrivare a una contribuzione effettiva del 33%, seppur condivisibile, presenta un problema: è “ignota” la copertura economica della proposta. Tali contributi finiscono nella gestione separata Inps e non stanno pagando le pensioni di domani, ma servono soprattutto per garantire le pensioni di oggi e l’attivo attuale dell’Istituto previdenziale sempre più in sofferenza e quindi alla ricerca costante di soldi.

Accanto allo scarso effetto che può produrre tale riforma, ricordo che la L. 92/2012 permette alle Parti sociali di discutere su: organizzazione del lavoro; mansione del lavoratore; classificazione e inquadramento del lavoratore; contratti a termine e di somministrazione; disciplina dell’orario di lavoro; modalità di assunzioni e disciplina del rapporto di lavoro. In altre parole, in presenza di concrete opportunità di lavoro, le Parti sociali possono discutere e ridiscutere su tutto. I veri problemi sono altri: costo e creazione di lavoro. Qui non si tratta tanto di cosa realizzare (sull’argomento le proposte e idee sono veramente tante), ma come si possono finanziare queste voci.

Qualsiasi proposta avanzata porrà delle questioni “impopolari”, ma necessarie per generare, si spera, qualche decina di miliardi di euro: sulla base di un criterio di giustizia sociale andrebbero ridotte (fissando anche un “massimale” più basso) le pensioni superiori ai 3000 euro di quei lavoratori che sono entrati nel sistema previdenziale interamente con il modello retributivo e che hanno ingiustamente scaricato sulle generazioni future i costi delle loro pensioni (ovviamente Corte costituzionale permettendo); la vendita di almeno due o più canali della Rai con successiva razionalizzazione delle risorse interne; infine, è necessario una riduzione di quei 160 mila dipendenti che lavorano nei vari Ministeri.

Ovviamente queste proposte possono essere viste come provocazioni e in assenza di un accordo politico molto ampio sono impossibili da realizzare, si pensi che in Sicilia si è creato un caso per un centinaio di lavoratori, in un contesto dove ci sono migliaia di forestali (un numero probabilmente più alto di quello oggi presente in Amazzonia).

Alternative alle proposte possono essercene, ma saranno comunque altrettanto impopolari e non vanno confuse con la riduzione del costo della politica e il contrasto all’evasione fiscale. Il primo (ben venga), moralmente ed eticamente corretto, tuttavia incide pochissimo sulla possibilità di abbassare le tasse; mentre il secondo (basterebbe investire di più nel modello No-Money) è un gettito presunto e non si possono fare riforme su “probabili o possibili” guadagni.

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