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RIFORMA PENSIONI GIOVANNINI/ La flessibilità aiuta anche gli esodati. Ma la staffetta generazionale?

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Personalmente ho delle perplessità. Si dovrà chiarire, anzitutto, di cosa si parla. La riduzione di orario per i lavoratori anziani a fronte dell’assunzione di un giovane pone diversi problemi. Non è detto che si possano effettivamente creare delle condizioni di convenienza sia per il lavoratore che per l’azienda.

 

Ci spieghi meglio.

Il lavoratore, essendo in regime di calcolo pensionistico contributivo, meno lavora e maggiormente vedrà ridotto il suo assegno previdenziale. E’ necessario, quindi, che lo Stato, ovvero la collettività, si faccia carico della parte contributiva mancante. Non è chiaro, inoltre, quale dovrebbe essere il ruolo dell’azienda. O la sua disponibilità ad assumere viene suscitata attraverso incentivi di natura economica - il che si tradurrebbe ancora una volta in costi per la collettività - o difficilmente, in questa fase di recessione, sarà in grado di potenziare l’organico. Infine, rispetto a certe figure professionali, l’interscambiabilità tra lavoratore giovane e anziano è piuttosto opinabile. 

 

(Paolo Nessi)

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COMMENTI
28/05/2013 - staffetta generazionale non funziona (rosa tamagni)

Perchè lo stato dovrebbe partecipare ai contributi di un lavoratore che accetta la staffetta generazionale? Perchè lo stato rinuncia a dei soldi per il giovane lavoratore? Ma chi è quel lavoratore a cui mancano 2/3 anni di lavoro al raggiungimento della pensione che rinuncia allo stipendio pieno, se poi il coniuge perde il lavoro? chi li mantiene? La staffetta generazionale non funziona, e Giovannini lo sa', però è giusto proporre leggi assurde, così la colpa sarà dei lavoratori anziani se i giovani non trovano lavoro. Perchè Monti & c. hanno scaricato i debiti dell'INPDAP nell'INPS? ed ora devono pagare tutti i lavoratori per le scelte e gestioni errate dello stato, ministri, tecnici e consulenti vari? Poveri noi!!

 
28/05/2013 - esodati (albino cerruti)

Vi chiedo scusa, ma non riesco a capire in che modo la flessibilità possa aiutare gli esodati. Se la proposta è "Lasciare il lavoro a 62 anzichè a 66 con 35 di contributi....." Significa che è consentito a chi attualmente ha un lavoro. Ma chi all'eta di 58/60 anni è senza lavoro, con 35/38 anni di contributi, come sopravvive per altri 4 anni senza alcun sostegno e senza potere andare in pensione? A mio parere la flessibilità dovrebbe riguardare chi non ha lavoro. A 58 anni e 35 di contributi (minimo inderogabile) in pensione col 2% di penalizzazione per ogni anno inferiore a 62. Per chi, invece, ha un lavoro, può adottarsi la staffetta. Ritengo sia più equo.Grazie.