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PENSIONI/ I postali esodati: Letta ci salvi dall’ultima “follia” di Fornero e Inps

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Poniamo il caso di un lavoratore che abbia sottoscritto l’accordo prima del limite stabilito dalla Fornero (31/12/2011), e che questo maturi i requisiti per l’età pensionabile, secondo il vecchio sistema, il primo dicembre del 2012. Se sommiamo un anno di finestra previdenziale, più tre-quattro mesi di aspettativa, si ritroverebbe andare in pensione dopo il 31 dicembre 2014. Solo allora avrebbe maturato effettivamente i requisiti. Non sarebbe salvaguardato. Per quale motivo? E’ evidente che la procedura è altamente iniqua e rovinerà la vita a migliaia di persone. Come se non bastasse, a questa incertezza si aggiungono degli oneri, per molti, insostenibili.

 

A che cosa si riferisce?

Molti di noi hanno ricevuto dall’Inps i bollettini con gli importi da versare per i contributi relativi agli anni mancanti al raggiungimento della pensione. Contributi che, stante il regime delle quote, non avremmo dovuto pagare. Per alcuni, si tratta di cifre piuttosto elevate: anche 20-30mila euro. Ora, si dà il caso, anzitutto, che tali bollettini vanno pagati entro il 30/06/2013. Una data estremamente ravvicinata, che ci crea parecchi problemi.

 

Anche coloro che, in virtù del limite del 31/12/2014, non saranno salvaguardati, dovranno comunque versare l’importo?

Questo è il problema più rilevante: per queste persone stiamo chiedendo con forza, al presidente della Repubblica, al premier, al ministro del Lavoro, e al presidente e al direttore generale dell’Inps, di rimuovere tale limite, non essendo giustificato da alcunché. Tuttavia, anche chi, per ora, vi deve sottostare, si trova costretto a versare l’importo. Senza sapere se sarà, in futuro, derogato. E senza sapere, laddove non ottenesse le deroghe, se otterrà indietro quei soldi. 

 

(Paolo Nessi)

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