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RIFORMA PENSIONI GIOVANNINI/ Meloni (FdI): sì alla flessibilità, ma senza spese. Tagliamo le pensioni d’oro

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Andare in pensione quattro anni più tardi è, indubbiamente, doloroso. Tuttavia, gli attuali pensionandi si trovano in una condizione migliore dei loro figli e dei loro nipoti. I lavoratori anziani di adesso, infatti, prenderanno un assegno equivalente a circa l’80% della loro retribuzione media, quelli di domani a circa il 40%. Se ci sono delle forme di flessibilità che a saldi invariati possano facilitare la condizione del pensionato, siamo tutti d’accordo. Se la flessibilità comporterà, invece, un’ulteriore spesa pensionistica, questo non possiamo permettercelo, perché graverà sulle spalle delle generazioni future, come è accaduto, del resto, fino a oggi.

  

Che ha da dire sulla vicenda degli esodati?

Va risolta, definitivamente, e una volta per tutte. In questo caso, anche spendendo delle risorse, E’ intollerabile che delle persone vengano lasciate in mezzo alla strada.

 

La staffetta generazionale potrebbe rivelarsi utile?

Il principio per cui qualcuno fa mezzo passo indietro per consentire a qualcun altro di fare mezzo passo avanti, mi pare condivisibile. Detto questo, occorre capire in che termini la misura sarà concretamente applicata. Non possiamo, infatti, andare avanti a suon di slogan.

 

(Paolo Nessi)

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