BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Lavoro

PENSIONI/ L’Italia delle rendite e delle ingiustizie generazionali

InfophotoInfophoto

Ne scaturisce una media che non scandalizza, ma la realtà è ben diversa. La generazione di chi scrive e quella dei miei figli avrà il montante di calcolo della propria pensione basato sul cosiddetto metodo contributivo e saranno pensioni da fame. Pochi privilegiati oggi, invece, assorbono rendite altamente sperequate rispetto a quanto erogato. La ricchezza continua quindi ad accumularsi sulla generazione che:

1. Ha sempre pagato poche tasse, si pensi all’Iva, un’imposta entrata in vigore nel 1973. I dati Ocse lo confermano. La pressione fiscale che negli anni Sessanta e Settanta è stata mediamente del 25%, nel 1980 era già al 31,4% e iniziò rapidamente a crescere. Nel 1990 si arrivò al 37%, oggi siamo oltre il 45%. Una tassazione continua per finanziare le cambiali emesse da una classe dirigente non lungimirante. Cambiali che oggi sono all’incasso e a carico degli attuali contribuenti. La politica degli Settanta è stata pessima, con mancanza di visione demografica, industriale e di pianificazione, ricerca della concertazione e del consenso mediante concessione di privilegi e prebende.

2. Ha promulgato leggi che hanno difeso la propria classe corporativa, quali ad esempio le pensioni calcolate con il metodo retributivo, baby pensioni, ecc.

3. Ha promulgato inoltre leggi che hanno definito il principio del “diritto quesito” quale una sorta di moloch inviolabile a difesa delle norme codificate a proprio vantaggio. Riprova di ciò è la concentrazione della ricchezza.

Dai dati del Ministero dell’Economia Dipartimento Entrate Finanziarie in relazione all’imposta Imu 2012 emerge che:

1. I giovani sotto i 30 anni che pagano l’imposta sono solo l’1,9%.

2. La fascia di età fra i 31 e i 50 è il 24,63%.

3. L’insieme quindi delle persone in piena età lavorativa possessori di case è solo il 26,5%.

4. Se ulteriormente suddividiamo il gettito per classi di reddito prevalente, il 35% è pensionato, il 25% vive di redditi di fabbricati che assorbono probabilmente la quasi totalità del rimanente 73,5% di persone oltre i 50 anni che pagano l’Imu.


COMMENTI
05/05/2013 - Non toccate le pensioni! (cavazzani alessandro)

Prima di toccare le pensioni si combattano gli evasori e i corruttori e la mafia! Troppo semplice toccare i pensionati perchè le pensioni sono a "portata di mano" di politici e lobbisti. Nazionalizzate le banche dei lobbisti bergamaschi! Troppo facile toccare le pensioni! Cominciate a toccare le banche! Anche loro sono lì a portata di mano!

 
05/05/2013 - commento (francesco taddei)

per fare tutto questo in italia a capo del governo non basta il presidente. ci vuole il papa.