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Lavoro

PENSIONI/ L’Italia delle rendite e delle ingiustizie generazionali

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Tornando alla domanda iniziale, quanti anni sono oggi necessari per costituire un capitale, ecco la risposta: 78 anni! Questa attuale generazione di pensionati elitari difende la propria casta, ma ha tolto la speranza ai giovani e la loro fiducia nel futuro. I giovani infatti - bruciata la speranza del lavoro - possono accumulare il capitale, che di fatto servirà loro per la vecchiaia, solo ereditando e quindi non lavorano. Così la società si spegne e non ci sarà futuro per questa Italia.

Non solo, lo spauracchio del debito dello Stato e la sua necessaria esigenza di essere collocato, ha determinato privilegi alla sua tassazione, molto più conveniente rispetto ad altri investimenti. Di più, la libertà sui movimenti di capitale e la sua teoria che la circolazione è tanto più dinamica quanto più le tasse a essa collegate sono esigue, ha creato artatamente un’ulteriore difesa corporativa al capitale accumulato negli anni precedenti. Il gettito nel 2011 dei redditi di capitale è stato pari a solo 4,2 miliardi di euro. Non vi sono dati ufficiali in merito alla concentrazione della ricchezza mobile sia per fascia di età o di qualifica dello status lavorativo, molto probabilmente sarà simile a quella delle proprietà immobiliari.

Questi sono alcuni problemi che spiegano perché l’Italia non cresce. Che fare quindi per ripristinare e mettere in moto un circolo virtuoso? All’alba del terzo millennio è necessario un nuovo pensiero politico e un nuovo patto di redistribuzione fra le generazioni: ritornare a dare speranza e dignità al lavoro, alle persone e non al capitale. Adam Smith nel suo saggio Teorie dei sentimenti morali ricordava: “Tuttavia non può sussistere società tra coloro che sono sempre pronti a ferirsi e offendersi l’un l’altro. Nel momento in cui comincia l’offesa, nel momento in cui si manifestano risentimento e animosità reciproca, tutti i suoi legami si spezzano e tutti i membri di cui essa è composta è come se fossero dispersi e sparsi lontano dalla violenza e dall’opposizione dei loro affetti discordanti. Se esiste una società di ladri e assassini, essi devono almeno, secondo un’osservazione banale, astenersi dal derubarsi e uccidersi l’un l’altro. Perciò la beneficenza è meno essenziale della giustizia all’esistenza della società. La società può sussistere, anche se non nel migliore dei modi, senza beneficenza; ma, necessariamente, il prevalere dell’ingiustizia la distrugge del tutto”.


COMMENTI
05/05/2013 - Non toccate le pensioni! (cavazzani alessandro)

Prima di toccare le pensioni si combattano gli evasori e i corruttori e la mafia! Troppo semplice toccare i pensionati perchè le pensioni sono a "portata di mano" di politici e lobbisti. Nazionalizzate le banche dei lobbisti bergamaschi! Troppo facile toccare le pensioni! Cominciate a toccare le banche! Anche loro sono lì a portata di mano!

 
05/05/2013 - commento (francesco taddei)

per fare tutto questo in italia a capo del governo non basta il presidente. ci vuole il papa.