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Lavoro

IL FATTO/ Luxottica e Bayer, i patti che mettono fine alla "lotta di classe"

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Come riportato, anche da molteplici quotidiani, stanno aumentando i modelli Luxottica, ovvero accordi nelle imprese per sostenere il diritto allo studio dei figli, forme di asili nido inter-aziendali, la promozione di iniziative per il rimborso di spese sanitarie e assistenziali, utilizzando tutti gli spazi (pochi per la verità) di de-fiscalizzazione e de-contribuzione esistenti, avvicinando e attenuando il divario tra retribuzione lorda e il valore “in basso a destra” (la retribuzione netta).

Il gruppo leader nell’occhialeria sta facendo scuola e si stanno moltiplicando gli effetti emulativi sia nelle imprese di medie dimensioni che nei distretti territoriali. Ma sta avanzando anche il cosiddetto modello Bayer, una modalità adottata dalla multinazionale chimica qualche tempo fa a Siena e recentemente nelle vicinanze di Bassano del Grappa.

Con i sindacati la filiale italiana ha patteggiato un innovativo schema per la ricollocazione delle persone in esubero dai propri stabilimenti o nei casi di chiusura degli impianti, sostenendo l’occupabilità attraverso il pagamento del costo della retribuzione alle imprese che assumono il personale Bayer per periodi che possono variare da 12 a 24 mesi in relazione ai tipi di contratto adottati, ricercando le imprese e le opportunità di lavoro con l’aiuto del sistema associativo e delle comunità locali, istituzioni comprese.

Nella sostanza un maggiore sostegno economico proporzionale alla tipologia di assunzione adottata: si offre di più se si assumono le persone a tempo indeterminato, l’incentivo è invece inferiore quanto più il contratto è a termine e di minore durata. È una modalità per non lasciare sole persone e famiglie, superando la logica del pur ricco (si fa per dire) incentivo da indennizzo. Non solo, ma in caso di retribuzione inferiore nella nuova impresa Bayer si accolla per 24 mesi la differenza.

Si può discutere dei particolari, ma ciò che interessa è la sostanza. È dal moltiplicarsi di questi eventi, nel dare spazio a queste tendenze, nel raccontare di questi e altri percorsi virtuosi che, forse, possiamo segnalare la voglia di ripresa dell’Italia e degli italiani, simboleggiata anche dalla presenza delle diverse associazioni dei datori di lavoro sui palchi sindacali del 1° maggio a Bologna e Treviso.