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FIAT/ Uliano (Fim-Cisl): ecco perché il nostro accordo a Pomigliano garantisce i lavoratori

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Il nostro accordo introduce per la prima volta rispetto all'accordo passato la possibilità di rotazione. Per quello riteniamo che la conferma dell'accordo sia indispensabile perché ha messo tutti i lavoratori sullo stesso piano.

 

Lei ha parlato di buoni risultati per quanto riguarda la produzione della Panda: cosa significa concretamente ala luce della crisi del mercato delle auto?

La Panda è la macchina più venduta nella sua fascia. Ovviamente auspichiamo che il mercato riprenda e ci siano le condizioni di ripartire con il terzo turno perché questo significherebbe il riassorbimento di ulteriori lavoratori. Noi infatti adesso rilanciamo dicendo che la rotazione può migliorare, ma c'è un elemento da curare e cioè la possibilità di incrementare il terzo turno sullo stabilimento per dare il lavoro a tutti, superando anche l'elemento della rotazione. Ma questo dipende non solo da Fiat ma anche dal mercato.

 

Ecco: c'è qualche segnale da parte di Fiat, rispetto alla grave crisi del settore?

Da parte della Fiat come da parte di tutte le altre case generaliste, si denuncia il fatto che il mercato europeo e italiano è in sofferenza, date le difficoltà che i consumi stanno subendo oggi. E' una cosa che riguarda un po' tutte le case. Abbiamo fatto un incontro a livello europeo e i dati sono negativi per tutti. Addirittura nel primi tre mesi di quest'anno la Volkswagen, seppure non sia una casa generalista ma di livello diverso, ha cominciato a far segnare dati negativi.

 

Che cosa avete sottolineato in questo incontro europeo?

Uno degli elementi centrali che abbiamo posto con gli altri sindacati europei è una attenzione alle politiche industriali e il rilancio dell'auto da parte di tutti i governi. Il governo Monti, ad esempio, si era impegnato a mettere in cantiere risposte che facilitassero le esportazioni, ma non ha fatto niente, anzi ha aumentato la tassazione complessiva sulle auto. Quindi abbiamo una tassa che con la crisi che c'è non fa altro che deprimere ulteriormente le possibilità di vendita. Non è un caso che l'Italia segni un calo dei volumi maggiore rispetto agli altri paesi europei. 

 

Da parte del nuovo governo invece vi aspettate un sostegno, una politica di rilancio del settore?

Auspichiamo che il nuovo governo affronti il nodo dello sviluppo e il rilancio industriale. Di poter cioè ragionare non solo nella direzione di attingere dal settore dell'auto con le accise e le tassazioni che hanno fatto sì cassa, ma su un settore già in difficoltà, quindi aumentando le difficoltà. Auspichiamo venga riportata una  condizione di non tartassamento verso chi acquista l'auto. Questo riguarda non solo Fiat ma tutte le aziende. Una attenzione dunque a chi investe in Italia e l'attenzione a rilanciare i consumi interni. 

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