BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

RIFORMA PENSIONI LETTA/ Airaudo (Sel): la flessibilità non basta. Torniamo a parlare dei lavori usuranti

Infophoto Infophoto

Esistono fondi in attivo, e altri che sono entrati nella gestione comune dell’Inps mentre erano in passivo. Credo, quindi, che la sostenibilità del sistema pensionistico si possa affrontare anche attraverso forme di solidarietà all’interno del sistema stesso. Per intenderci: andrebbe, anzitutto, posto un tetto alle pensioni alte. Sono convinto, inoltre, che se venisse chiesto ai lavoratori di contribuire al mantenimento di un sistema pubblico universale che garantisse la coperture rispetto al lavoro che si è fatto ci sarebbe grande consenso. La gente è disposta a pagare qualcosa in più se ha libertà d’uscita e se ha la certezza che ogni due anni la disciplina non venga cambiata.

 

Come va affrontata la questione degli esodati?

Non appena la commissione si è insediata, abbiamo indetto la riunione dei capigruppo, durante la quale abbiamo condiviso la necessità di affrontare la vicenda in maniera strutturale. Per procedere in tal senso, abbiamo chiesto all’Inps di dirci con esattezza quanti sono gli esodati e coloro che, a oggi, sono stati salvaguardati. La situazione, infatti, è attualmente ancora piuttosto confusa. Va detto che, da parte di tutti, è stata manifestata la volontà di individuare le risorse necessarie. Non è ancora chiaro, invece, se la maggioranza vorrà risolvere la questione definitivamente, e una vota per tutte, o con gradualità.


Lei cosa pensa?

Che la prima opzione sia la più equa. Stiamo parlando di persone a cui sono state cambiate le regole del gioco in corsa, e che hanno subito un’ingiustizia che va necessariamente sanata.

 

(Paolo Nessi)

© Riproduzione Riservata.