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Lavoro

IL CASO/ Gli "autogol" che ci portano via il lavoro

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Vi è poi un punto dolente: la lentezza della giustizia. In Italia ci vogliono circa dieci anni in media per arrivare alla fine di un processo civile. Quale azienda è disposta a sostenere un costo del genere e un’incertezza di tale portata? Nessuna o molte poche. Un esempio interessante arriva dal mondo dell’automotive. Perché nessun politico si chiede il motivo per il quale in Italia si fabbricano ormai circa la metà dei veicoli che si producono in Repubblica Ceca o circa un terzo di quelli prodotti in Spagna e Francia?

Non è solo questione di costo del lavoro, variabile che può valere in parte per la Repubblica Ceca, ma è l’insieme delle debolezze italiane che non permette al nostro Paese di svilupparsi.

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COMMENTI
11/06/2013 - Disco rotto (Paolo Landoni)

Nella sua foga libertaria Giuricin perde occasione per dare informazioni più aderenti alla realtà. Che gli stipendi del settore pubblico siano aumentati negli ultimi dieci anni (e di quanto, di grazia?) è smentito dai fatti, non fosse altro perché sono bloccati dal 2009. Quanto alle centinaia di autorizzazioni "dal progetto alla realizzazione" di un impianto produttivo, siamo di fronte a una sciocchezza sesquipedale. A parte l'esistenza dello SUAP, da 15 anni, procedura che racchiude in sé tutti i passaggi necessari per autorizzare l'insediamento di un'azienda, se parliamo degli aspetti edilizi le autorizzazioni sono le stesse della maggior parte dei Paesi UE. Se i progetti non vanno avanti è perché, spesso, sono proprio i loro autori a essere inadeguati, non le strutture che quei progetti devono valutare e approvare! Smettiamola con i luoghi comuni sulle "difficoltà di fare impresa", che ci sono senz'altro ma non certo in ragione delle norme urbanistiche ed edilizie o di sicurezza. Se Giuricin vuole fabbriche realizzate in pollai, stile Pakistan o India, s'accomodi pure in uno di quei Paesi, non sentiremo la sua mancanza.