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Lavoro

IL CASO/ Imprese e lavoratori, "l’uovo di Colombo" che fa guadagnare entrambi

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Se si considera che il nostro tessuto produttivo è costituito prevalentemente da Pmi e che il livello di disoccupazione risulta sempre più alto (12,8% secondo gli ultimi dati Istat) è facile intuire come la questione non possa essere sottovalutata. Per ovviare alla problematiche delle dimensioni aziendali una risposta può provenire dallo sviluppo di strumenti che sostengano imprese di piccole e medie dimensioni interessate a strutturare sistemi di welfare integrati.

In questo senso l’attore pubblico, anche se in difficoltà nell’erogazione di alcuni servizi, può svolgere un ruolo importantissimo come coordinatore, mediatore e promotore di strumenti che mettano in relazione attori diversi del territorio. Un esempio di questa modalità operativa è quella seguita delle Reti di conciliazione lombarde che, grazie alla regia della DG Famiglia di Regione Lombardia, hanno predisposto e sviluppato sistemi multi-stakeholder capaci di coordinare attività innovative in tema di conciliazione famiglia-lavoro. Sempre in Lombardia appare particolarmente interessante lo strumento dei bandi per il welfare aziendale volti a sostenere, attraverso l’introduzione della cosiddetta dote conciliazione, quelle imprese che desiderano sviluppare servizi di welfare da dedicare ai propri dipendenti.

Non è però solo l’amministrazione pubblica a poter creare condizioni per l’innovazione del welfare aziendale. A Treviso, Unindustria e sindacati della provincia hanno firmato un patto per lo sviluppo ed elaborato uno schema di contratto unico che, con le opportune modifiche, possa essere applicato a tutte le Pmi del territorio trevigiano allo scopo di prevedere soluzioni di welfare per i lavoratori. Similmente alcuni imprenditori - come i membri di Giunca (Gruppo Imprese Unite Nel Collaborare Attivamente) a Varese o le componenti del Bionetwork di Pavia - hanno utilizzato con successo il contratto di rete, strumento nato per la libera aggregazione tra aziende, con l’obiettivo di aumentare la competitività e fornire congiuntamente servizi di welfare ai propri collaboratori.

Il welfare aziendale nel contesto attuale può svolgere un ruolo davvero importante per poter garantire benefici e servizi a un numero importante di cittadini italiani. Tuttavia, affinché possa essere una risorsa vantaggiosa per una fetta di collettività più ampia dei soli lavoratori delle grandi imprese, occorre che si sviluppino strumenti, tanto in ambito pubblico che privato, che possano sostenere e mettere concretamente in comunicazione quanti hanno interesse a investire in servizi dedicati ai lavoratori.

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