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RIFORMA PENSIONI/ Fedriga (Lega): altro che flessibilità, torniamo alle quote pre-legge Fornero

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Le penalizzazioni che vogliono introdurre, anzitutto, non sono contemplabili per gli esodati. A costoro, infatti, sono state cambiate le regole in corso d’opera e non si capisce perché dovrebbero accettare una riduzione del proprio assegno pensionistico. Non dimentichiamo, inoltre, che chi andrà in pensione con il sistema contributivo pieno subirà già di per sé delle pesanti penalizzazioni. Acuirle non mi sembra opportuno. Si può valutare, eventualmente, i singoli casi, laddove la penalizzazione, cioè, non risulti eccessiva.

 

Come va risolta la questione degli esodati?

Attraverso le deroghe immediate. Costoro vivono in uno stato di emergenza sociale, non avendo né pensione, né stipendio, né ammortizzatori. Pensiamo che l’unico modo sia, per l’appunto, la reintroduzione delle quote. Le deroghe, infatti, come ha dimostrato la Ragioneria generale dello Stato costano di più del vecchio sistema.

 

Cosa ne pensa, infine, della staffetta generazionale?

Può rivelarsi utile a patto che sia preservata, anche in questo caso, la volontarietà del lavoratore anziano. Resta evidente il fatto che non si tratterà di una risposta risolutiva. D’altro canto, possiamo fare le migliori riforme del lavoro e delle pensioni possibili, ma finché non si ridà ossigeno alle imprese, i nostri giovani resteranno senza lavoro perché non avranno nulla da produrre. 

 

(Paolo Nessi)

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