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Lavoro

RIFORMA PENSIONI/ L’esperto: prima della flessibilità tagliamo gli assegni d’oro

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In Italia l’età media di pensionamento, benché sia cresciuta rispetto agli anni passati, è ancora bassa. Abbiamo, inoltre, pochi lavoratori anziani rispetto ai Paesi più avanzati della Comunità europea. Non possiamo permetterci, quindi, un’eccessiva flessibilità sull’età di pensionamento, a meno che non si prevedano delle forti penalizzazioni per chi va prima, o si individuino casi specifici quali i lavori usuranti.

 

Come crede che vada risolta la vicenda degli esodati? Una volta per tutte, o gradualmente, reperendo di anno in anno le risorse necessarie, come sta facendo il governo?

In un’economia in crescita, non si avrebbero problemi e ipotizzare misure di salvaguardia per tutti e subito. Allo stato attuale, tuttavia, non si potrà fare altro che verificare, un anno dopo l’altro, caso per caso.

 

C’è chi parla dell’ipotesi di una staffetta generazionale: il lavoratore senior accetta un part time, l’azienda, in cambio, assume un giovane. Sarebbe concretamente applicabile una misura di questo tipo?

In un’economia efficiente che segue le regole del mercato non ci sarebbe bisogno di una staffetta del genere. Ciascun lavoratore, infatti, sarebbe pagato in misure proporzionale alla sua produttività.

 

(Paolo Nessi)

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