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Lavoro

Ripartire dai giovani per il bene di tutti

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Come, allora, riattivare la macchina e condurla fuori dal deserto? Compito della nostra generazione è proprio quello di individuare logiche e sistemi che aiutino i nostri giovani a ripartire. Ma tutto questo sarebbe inutile se venisse meno in noi innanzitutto una fondamentale preoccupazione educativa: è solo facendo leva sul binomio libertà-responsabilità dei giovani, infatti, che possiamo augurarci di uscire definitivamente dal deserto. Come afferma il cardinal Camillo Ruini nella prefazione del recente Rapporto-Proposta della Cei sulla situazione italiana, “è proprio nell’incontro-scontro tra la dimensione soggettiva e antropologica del lavoro e quello che possiamo indicare come il ‘principio di realtà’ che si decide, in larga misura, il successo o l’insuccesso dell’Italia nel far fronte alla sfida posta dai mutamenti del contesto mondiale. Si tratta, cioè, di interpretare e vivere la nostra soggettività (...) come effettiva costruzione del soggetto, che può realizzarsi soltanto in stretta connessione con la realtà in cui viviamo”.

E proprio ai giovani, “che sono attualmente i più penalizzati quanto alle possibilità occupazionali e al tempo stesso i più sensibili alle istanze della soggettività” si rivolge innanzitutto il cardinal Ruini, chiedendo loro di “cercare e accettare, o costruire, le occasioni di lavoro esistenti o possibili (…) e poi cercare di cambiarle e migliorarle, creando così effettive possibilità di scelta e di espansione della propria soggettività. Questa - conclude, e noi con lui - sembra essere la via per un reale e non velleitario rafforzamento del soggetto”. Per il bene di tutti.

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