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Lavoro

RIFORMA PENSIONI/ Letta e Giovannini parlano di esodati e flessibilità, ma chi pensa ai giovani?

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Forse sarebbe il caso che l’Inps facesse pervenire ai suoi iscritti, anche giovani, la famosa “busta arancione”, con la simulazione della pensione che riceveranno a distanza di anni. No, niente strani calcolatori on line, si mandi una lettera a casa. E non si accampi la scusa dei risparmi: l’Istituto nazionale della previdenza sociale si rammenti che è il lavoratore che versa i contributi (“il datore di lavoro preleva una somma dalla retribuzione per poi versarla all’Inps”, “i contributi vengono calcolati in percentuale sulla retribuzione: una parte è a carico dell’azienda e una parte è a carico del lavoratore”, recita il sito dello stesso Istituto), quindi con quel che “paga”, avrà pur diritto (se non a una pensione decente) almeno a una corrispondenza postale annuale del costo inferiore a 1 euro! Ecco, quando un giovane vedrà nero su bianco “Questa sarà la tua pensione a 70 anni” allora forse comincerà a sentirsi leggerissimamente adirato.

Questa sfilza di forse che ho usato, questi condizionali nascondono una speranza e una preoccupazione, perché la cosa peggiore sarebbe scoprire che, pur messi al corrente dello stato delle cose, i giovani rimangano inermi. Sarebbe uno shock. Vorrebbe dire che non è tanto l’Italia a non essere un Paese per giovani, quanto che i giovani hanno rinunciato a voler essere cittadini.

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