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Lavoro

RIFORMA PENSIONI/ Letta e Giovannini parlano di esodati e flessibilità, ma chi pensa ai giovani?

Si parla di riformare la legge Fornero sulle pensioni introducendo la flessibilità e risolvendo il problema degli esodati. Ma, si chiede JUANFRAN VALERON, chi penserà ai giovani?

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Quando si parla di riforma della pensioni, soprattutto dopo la legge Fornero che alla fine del 2011 ha portato una vera e propria “rivoluzione” nel sistema previdenziale italiano, la maggioranza dei cittadini drizza le antenne. C’è da scommettere che per lo più si tratti di persone prossime o che comunque vedono già all’orizzonte il traguardo della quiescenza, “terrorizzati” dall’idea che un qualche atto del governo inserisca “scalini”, “finestre mobili” o, peggio ancora, un “muro” dinnanzi all’agognato traguardo. Stavolta costoro possono tirare un sospiro di sollievo: difficile peggiorare la situazione quando il sistema retributivo è stato sepolto, l’età di pensionamento bruscamente innalzata e agganciata a un sistema che la porterà sempre più in alto, le pensioni di anzianità cancellate e un numero indefinito di persone (i cosiddetti esodati) lasciati in un limbo senza reddito alcuno. Anzi, il Premier Enrico Letta ha subito dichiarato nel suo discorso programmatico alle Camere che intende persino riparare ad alcuni “danni” causati dalla normativa vigente. E il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, si è espresso sulla stessa linea.

L’ex Vicesegretario del Pd ha in sostanza fatto proprie le proposte del collega di partito Cesare Damiano, ora Presidente della commissione Lavoro della Camera: salvaguardia di tutti gli esodati e introduzione di un sistema di flessibilità che possa permettere di andare in pensione anche a 62 anni, quindi in anticipo e con una decurtazione sul vitalizio proporzionata a tale anticipo, oppure fino a 70, quindi più tardi e con un “premio” anch’esso commisurato agli anni in più trascorsi a lavorare.

Il problema è che contro queste buone intenzioni cozzano due fattori non da poco. Il primo è il tempo. È passato circa un mese e mezzo dal discorso di Letta, ma alle parole non seguono ancora i fatti. Questo perché l’esecutivo ha faccende più urgenti da affrontare riguardo le tasche degli italiani (Iva, Imu e contrasto alla disoccupazione) e poi perché sul fronte previdenziale non sembra esserci alcuna emergenza. Si pensa in effetti che gli esodati, visti i vari decreti già varati, non saranno un problema fino al 2015. Ma siamo sicuri che non ci siano qua e là “figli della serva” che magari non rientrano nei numeri e nelle tipologie previste da ministero e Inps per qualche ragione burocratica ma che, come gli altri salvaguardati, meriterebbero altrettanta attenzione?