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PIANO LAVORO/ Tiraboschi: basta annunci, ai giovani servono solo "maestri"

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Disoccupazione, inoccupazione, inattività e sotto-occupazione sono tutti indici di uno stesso problema e cioè del fatto che, in Italia e nel Sud-Est dell’Europa, a essere penalizzati dalla crisi economica e finanziaria sono prevalentemente i giovani. Non così in altri paesi come la Germania, dove il tasso di occupazione giovanile è grosso modo in linea con quello degli adulti. Da noi il tasso di disoccupazione dei giovani è quattro volte superiore a quello degli adulti. Chiaro che una prospettiva di disoccupazione, precariato, sotto-occupazione scoraggia i nostri giovani e li convince che è inutile sforzarsi e cercare di fare qualcosa, tanto nel lavoro che a scuola.

 

Come di può affrontare il fenomeno dei Neet?

Il Governo studia misure legislative e politiche attive quando invece il problema è culturale e valoriale, e cioè l’assenza per i giovani di maestri e di guide che li aiutino a capire le proprie vocazioni e i sentieri da percorrere con determinazione e fiducia per raggiungere delle mete. La filosofia del “tutto e subito” diventa per molti giovani un muro invalicabile alle prime sconfitte.

 

Cosa pensa del piano Youth Guarantee in relazione all’Italia?

È un’iniziativa interessante, ma non è con questa misura che potremo aggredire il problema della disoccupazione giovanile. Del resto questo progetto è incentrato su un’efficiente rete di servizi pubblici al lavoro che in Italia non è mai esistita e che certo non si può pensare di realizzare in pochi mesi. Importante sarebbe coinvolgere la rete delle agenzie private del lavoro, che sempre più dovranno essere operatori polifunzionali del mercato del lavoro, come d’altra parte immaginava la legge Biagi, e non solo erogatori di flessibilità numerica attraverso la somministrazione di lavoro. Penso a esperienze del passato come gli sportelli del lavoro “Marco Biagi” del Comune di Milano che bene anticipavano l’idea sottesa alla Youth Guarantee.

 

In riferimento alla questione giovanile, cosa auspica dall’intervento di riforma del legislatore che si preannuncia?