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RIFORMA PENSIONI/ Santini (Pd): la flessibilità eviterà nuovi esodati

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A causa della crisi, purtroppo ancora molte persone perderanno il lavoro. Tra queste, tantissime, a causa dell’inasprimento dei requisiti per accedere al regime previdenziale, saranno ultrasessantenni che si troveranno senza stipendio e  a cui mancheranno ancora troppi anni per andare in pensione. Ovviamente, considerando la loro età, difficilmente troveranno qualcuno disposto ad assumerli. In sostanza, si tratterà di disoccupati anziani, costretti a rimanere tali.

 

Quindi, cosa suggerisce?

La strada migliore per far fronte al problema è proprio l’introduzione della flessibilità.

 

Crede che il sistema sarebbe finanziariamente sostenibile?

L’alternativa sarebbe peggiore: il disoccupato anziano potrebbe comunque risultare a carico dello Stato, il quale dovrebbe tutelarlo con gli ammortizzatori sociali.

 

Cosa ne pensa della staffetta generazionale?

In teoria, già adesso, e dal 1991, esiste la possibilità di lavorare part time nei cinque anni precedenti la pensione. Finora, ovviamente non lo ha fatto nessuno perché non conviene. Il part time in uscita, quindi, va incentivato, ma non al punto che costi all’azienda come un tempo pieno. Lo Stato, dal canto suo, dovrebbe considerare il costo che dovrà sobbarcarsi (per consentire a chi accetta la staffetta di non perderci in termini di contributi) come un incentivo all’assunzione e, di conseguenza, all’intera economia. In sostanza, si tratterebbe di un investimento. 

 

(Paolo Nessi)

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