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CAMUSSO VS. LETTA/ Forte: ecco le colpe dei sindacati che "ingolfano" il governo

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Il governo Letta è stato troppo timido per quanto riguarda la riforma del mercato del lavoro, l’unica misura su cui la Commissione europea giustamente continua a insistere. Il piano dell'esecutivo non è indirizzato al rilancio dell’economia del Paese, ma piuttosto a fare piccole manutenzioni: però, se riuscirà davvero a togliere l’Imu sulla prima casa, a non far aumentare l’Iva e a intervenire sul lavoro giovanile, allora si renderà comunque protagonista di cambiamenti importanti.

 

Cosa pensa invece delle parole della Camusso su Imu e Iva, da tenere separate?

Credo che abbia torto anche in questo. In Italia, infatti, è stata proprio la tassazione sui patrimoni immobiliari ad aver notevolmente contribuito alla recessione e all'aumento della disoccupazione giovanile. Si sono venuti a creare due effetti negativi rilevanti: da una parte la caduta dei valori immobiliari e il blocco dell’edilizia, con evidenti fenomeni di disoccupazione, mentre dall’altra una perdita di valore patrimoniale e di garanzie bancarie dei clienti, con conseguente stretta del credito. La tassazione della prima casa è stata un grosso errore dal punto di vista delle conseguenze sull'occupazione, quindi sarebbe molto più importante togliere questa che evitare di aumentare l’Iva, ma è ancora più sbagliato immaginare gli interventi totalmente separati.

 

Cosa si aspetta dal pacchetto-lavoro che dovrebbe essere presentato la prossima settimana?

Non sono molto ottimista nei confronti di questo pacchetto di misure, soprattutto perché credo che il lavoro non si crei attraverso gli sgravi per favorire l’occupazione giovanile, ma con misure che aumentino la domanda di lavoro in generale. Anche ammettendo che verrà effettivamente presentato, non credo comunque che quanto stabilito potrà effettivamente aumentare la domanda di lavoro giovanile.

 

Per quale motivo?

Perché ci troviamo in un Paese in cui le grandi imprese sono sempre più spinte ad andare all’estero, in cui i costi per mantenere una sede legale sono altissimi, in cui nascono di continuo nuove imposte e in cui si continua a sanzionare, anche penalmente, chi svolge attività economica: come si può pensare che, in questo scenario, degli sgravi fiscali per favorire l'occupazione giovanile possano davvero fare la differenza?

 

(Claudio Perlini)

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