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Lavoro

SINDACATI IN PIAZZA/ Cazzola: perché Letta non toglie le tasse a chi assume i giovani?

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Credo che si dovrebbe impegnare maggiormente, anzitutto, non tanto nel creare incentivi economici, quanto nel togliere i disincentivi normativi. Si tratterebbe di una riforma a costo zero: mi riferisco, in particolare, alle limitazioni al contratto a termine. Le collaborazioni, per effetto della riforma Fornero, sono calate, a causa dei vincoli particolarmente penalizzanti. Le aziende quindi, si stanno rivolgendo sempre di più ai contratti a termine. Sarebbe meglio, a questo punto, estendere la rimozione del causalone per i contratti fino a 12 mesi, anche a quelli fino a 36. Sta di fatto che il governo, invece, intende procedere con gli incentivi. E in maniera, oltretutto, scorretta.

 

Cosa vuol dire?

Si apprende che è stata posta una limitazione alle assunzioni: gli incentivi sono previsti esclusivamente per i neoassunti e per gli under 30. Ora, si dà il caso che i problemi maggiori esistano nella fascia che va dai 20 ai 35 anni. Spesso, chi si avvicina al limite della fascia, rischia di restare intrappolato nel precariato, senza riuscire a fare il salto di qualità e senza riuscire ad avere una prospettiva di vita serena.

 

Il taglio cuneo fiscale, infine, sarà rinviato.

Con un miliardo, a tanto ammonterebbero le risorse disponibili, si taglia ben poco di cuneo. Detto questo, sarebbe comunque utile concentrare le forze per ridurlo, ma in maniera intelligente: invece che usare le risorse limitate per tutti, il che produrrebbe pochissimi benefici per tanti, sarebbe meglio indirizzarle esclusivamente verso le aziende che assumono giovani: questo produrrebbe molti benefici per pochi. Ma si tratterebbe di benefici che fungerebbero da leva per la ripresa della produzione.

 

(Paolo Nessi)

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