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Lavoro

PACCHETTO LAVORO/ Del Conte (Bocconi): il governo ha 1 miliardo, ecco come usarlo

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Per dare l’idea di aver combattuto la precarietà. Pensare che le imprese sarebbero state indotte a stabilizzare i propri dipendenti, considerando oltretutto la sfavorevole situazione economica, fu decisamente ipocrita. Nessuno poteva francamente pensare che le imprese, poste di fronte a un bivio, avrebbero scelto l’opzione dell’assunzione a tempo indeterminato.

 

La riduzione a quanto dovrebbe ammontare?

Il nostro sistema si era adattato a una pausa di 15-20 giorni. Tornare a quella durata conferirebbe un minimo di continuità. Si può pensare, inoltre, di eliminare del tutto la pausa, ma solo nel momento in cui l’opzione venisse delegata alla contrattazione collettiva. Un minimo di controllo ci vuole pur sempre. Esistono, ad esempio, aziende di trasporti del sud-Italia in cui ai lavoratori vengono fatti firmare centinaia di contratti a tempo determinato della durata di un giorno.

 

Cosa ne pensa del rinvio del taglio al cuneo fiscale?

Se si tratta di un rinvio tecnico, e se il problema consiste realmente nel fare i conti come si deve, allora che si prendano pure 15 giorni. Siamo con l’acqua alla gola, ma due settimane resisteremo. Se, invece, si tratta dell’ennesima tecnica dilatoria, allora abbiamo più ben poche speranze di uscire dalla crisi.

 

Se siamo con l’acqua alla gola, un miliardo di euro sarà sufficiente per non affogare?

Un miliardo è una goccia nell’oceano. Ma se venisse usato per tagliare senza indugio il cuneo fiscale, diventerebbe una leva in grado di generare risorse: è fuor di dubbio, infatti, che se il costo del lavoro viene ridotto, le imprese assumono, mentre i neo-occupati rappresentano nuova fonte di gettito Irpef e consentono all’azienda di aumentare la produzione. Non dimentichiamo, infine, che la misura determinerebbe l’emersione del nero. C’è da sperare, quindi, che le poche risorse siano usate in questa direzione, piuttosto che venire disperse in mille rivoli.

 

(Paolo Nessi)

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