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PACCHETTO LAVORO/ Contratti, apprendistato e Partite Iva: Giovannini prepara i suoi "assi"

Enrico Giovannini (Infophoto) Enrico Giovannini (Infophoto)

Valuterei in maniera totalmente negativa un eventuale passo indietro sulle collaborazioni a progetto e sulle partite Iva individuali. La Riforma Fornero ha ristretto le maglie di due tipologie contrattuali che rappresentavano ormai una distorsione del mercato del lavoro: forme contrattuali parasubordinate e autonome venivano poi applicate a lavoratori che fattivamente svolgevano la propria attività come lavoratori dipendenti subordinati. In sostanza, il lavoratore prendeva un doppio svantaggio: essere alle dipendenze, quindi senza nessun tipo di autonomia reale, ma senza poter usufruire dei diritti e delle tutele previste dai Contratti collettivi nazionali di lavoro. Allargare nuovamente le maglie di queste tipologie contrattuali sarebbe un atto di disonestà oltre che di irresponsabilità. Oltremodo, le Parti sociali hanno svolto, tramite la contrattazione, un'attività regolatoria e sanatoria delle situazioni contrattuali divenute irregolari con l'entrata in vigore della Legge Fornero, salvaguardando livelli occupazionali e tutele reali dei lavoratori.

La riforma dei servizi per l'impiego sarebbe sicuramente auspicabile, ma realisticamente, per l'iter che il Ministro sta seguendo, attualmente non realizzabile. Occorrerebbe innanzitutto attuare operativamente quanto il decreto 276/03 già prevedeva in merito, oltre che disciplinare chiaramente il rapporto tra soggetti pubblici (gli ex uffici di collocamento) e privati (Agenzie per il lavoro su tutti).

Molti hanno scritto più volte che nessun incentivo economico può essere più efficacie di un disincentivo normativo, altri che l'occupazione non si crea per legge ma con lo sviluppo. Tutte cose condivisibili. Credo però una cosa: che la disoccupazione si ferma principalmente attraverso la carità e la solidarietà di un popolo. È indubbio che il livello politico, nel senso più alto e nobile del termine, può favorire con strumenti e scelte coraggiose e responsabili e che lo sviluppo economico gioca un ruolo di volano fondamentale. Queste considerazioni però non possono far venire meno il personale contributo che ognuno deve dare in risposta a questa crisi.