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PACCHETTO LAVORO/ Contratti, apprendistato e Partite Iva: Giovannini prepara i suoi "assi"

DANIEL ZANDA, segretario generale Felsa Cisl Lombardia, commenta le modifiche che il ministro Giovannini potrebbe presto apportare alla legge 92/2012, ovvero alla Riforma Fornero

Enrico Giovannini (Infophoto) Enrico Giovannini (Infophoto)

Dopo la Riforma del mercato del lavoro, varata dall'allora Ministro Elsa Fornero, tutti gli esponenti politici e sociali si sono prodigati nel contestare le numerose distorsioni provocate dalla legge 92/2012. In questi giorni il ministro Giovannini ha la possibilità di sistemare le inadeguatezze della norma e, addirittura, provare a introdurre elementi migliorativi per il rilancio dell'occupazione. Andiamo per ordine. Il provvedimento più contestato della Riforma Fornero è stato sicuramente l'allungamento del periodo tra un contratto a termine e il suo rinnovo, nel dialetto del settore conosciuto come "stop and go". Le critiche sono piovute dalle Parti sociali, sindacati e rappresentanze del mondo datoriale. Non aveva senso penalizzare il contratto a tempo determinato, essendo questa una forma contrattuale che tutela il lavoratore da un punto di vista economico e normativo. Ovviamente racchiude in sé la temporaneità del rapporto di lavoro, ma non si persegue la stabilità rendendo più complicate le nuove assunzioni a termine.

Una parziale revisione della norma fu introdotta già nel decreto sviluppo di Passera, il quale conferiva alle Parti sociali la possibilità di derogare a tali periodi, introducendo pause di durata più limitata. Sicuramente il pacchetto lavoro che presenterà Giovannini conterrà un'ulteriore revisione, riducendo i periodi tra un contratto e un altro a 10 e 20 giorni (se il rapporto di lavoro iniziale è rispettivamente inferiore o superiore a 6 mesi).

Altra modifica che il ministro potrà apportare è l'ampliamento del periodo di acausalità del contratto a termine. Di norma il contratto a tempo determinato può essere stipulato solo a fronte di ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, riferite anche all'ordinaria attività dell'impresa. La riforma Fornero ha stabilito che il primo contratto a termine, di durata non superiore a 12 mesi e non prorogabile, stipulato tra lavoratore e azienda fosse esente dall'onere di esplicitare tale causale. Giovannini intende prolungare questo periodo a 18 mesi, per una durata sperimentale del provvedimento di due anni (in concomitanza con Expo 2015).

Sull'apprendistato l'unico intervento possibile consiste nel dare uniformità nazionale ai piani formativi. Attualmente ogni Regione disciplina la formazione trasversale dal punto di vista di ore e contenuti, mentre la parte professionalizzante è in larga parte demandata alla Contrattazione collettiva. Ritengo che ogni strumento volto a semplificare tale tipologia contrattuale debba essere ben visto. La somministrazione potrebbe rivestire questo ruolo. Una Agenzia per il lavoro, assumendo a tempo indeterminato un apprendista, si farebbe da garante del percorso professionale del giovane, avendo anche la possibilità - nel caso non dovesse trovare continuità presso una determinata impresa - di ricollocarlo presso un'altra realtà aziendale così da ultimare il periodo di apprendimento.