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DECRETO LAVORO/ Bene incentivi e bonus, ma "licenziamo" il posto fisso

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Le difficoltà non sono e non saranno risolte dal decreto di ieri che, pur se parziale sia economicamente, sia nei contenuti, sia nell’articolazione della sua attuazione, rappresenta comunque un primo tentativo urgente di risposta ad alcuni seri problemi. Certamente occorrerà che il Governo proceda con maggiore celerità ad affrontare riforme strutturali che riguardano il nostro mercato del lavoro improntate su politiche di sviluppo del nostro sistema produttivo e tenendo conto dei cambiamenti che, a prescindere dalla crisi, sono intercorsi negli ultimi decenni nell’economia e che hanno profondamente cambiato il mercato del lavoro.

Se quello fatto è un primo tentativo, se la giornata di oggi e di domani sono fondamentali per decidere le strategie di investimento europee sul piano di finanziamento 2014/2020, sostanziali saranno le scelte dei prossimi mesi. Si procederà per la strada di una reale riforma del mercato del lavoro che miri a sostenere la crescita dell’occupabilità, cioè lo sviluppo del capitale umano nel suo percorso professionale o ancora una volta, per interessi di parte, si procederà nella direzione di politiche parziali rivolte a salvaguardare il “posto fisso” che non esiste più? Questa è la sfida che ci attende. 

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