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Lavoro

RIFORMA PENSIONI/ Se la flessibilità può diventare un “boomerang” per i lavoratori

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Di per sé, sarebbe il luogo più naturale dover reperire le risorse. Utilizzare il risparmio prodotto dal sistema pensionistico per risolvere i problemi che esso stesso ha creato mi sembra un’iniziativa equa.

 

Cosa ne pensa della staffetta generazionale ?

Potrebbe rappresentare un sistema positivo. Ma solo in teoria. In pratica, non so quanto può essere vero che a fronte di un anziano che lascia, l’azienda assuma un giovane.

 

Perché no?

Anzitutto, non possiamo di certo obbligare l’azienda ad assumere qualcuno. Esiste una libertà imprenditoriale che non si può intaccare con misure di queste genere. Oltretutto, non è detto che la metà dello stipendio che l’impresa non dovrebbe più versare al lavoratore senior possa essere sufficiente per l’assunzione di un giovane. Del resto, nella realtà, queste cose non accadono.

 

Cosa intende?

Per intenderci: un tempo, quando in università un ordinario andava in pensione si liberava un posto per un altro ordinario. Oggi non è più così. L’ordinario che lascia il lavoro, semplicemente, non viene rimpiazzato. Siamo un periodo di crisi e viviamo in ristrettezze economiche tali che non consentono il ricambio generazionale.

 

Quindi?

Dobbiamo fare i conti con la congiuntura economica sfavorevole e non possiamo fare altro che auspicare che arrivi la tanto auspicata ripresa e che riparta l’occupazione.

 

Come crede che vada affrontata la vicenda degli esodati?

Se il criterio che orienta le decisioni del governo fosse l’equità e la giustizia sociale, la vicenda degli esodati andrebbe risolta definitivamente una volta per tutte. 

 

(Paolo Nessi)

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