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Lavoro

DALLA SPAGNA/ Altro che reddito minimo, impariamo il valore del lavoro

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Per non perdere altri diritti, dato quel che sta accadendo, conviene parlare di queste temi. E disposti a essere sinceri fino in fondo potremmo dirci qualcosa di quello che abbiamo intuito in questi lunghi e duri anni. Perché si tratta di ricostruire, sebbene da molto in basso, un mondo con lavoro. Cosa per cui non sono necessarie solo riforme economiche, ma anche le esperienze esistenziali di questo periodo. Il diritto costituzionale al lavoro e il diritto a remunerazione giusta per la quale si lotta non possono essere l’unico orizzonte.

Dopo aver perso una parte importante del salario, essere stati in molte occasioni terrorizzati dalla paura di essere licenziati, piuttosto che aver già perso il lavoro e passato tanto tempo a cercarne un altro senza riuscirci, ci si sono rese evidenti due cose apparentemente contraddittorie.

In alcuni istanti, nel bel mezzo di questa difficile situazione, abbiamo intuito che valiamo più dello stipendio che ci davano o che potremmo contrattare. La famiglia, un buon amico, forse una saggezza elementare, ci hanno permesso di recuperare la semplice evidenza del fatto che la cosa più radicale era il fatto di essere vivi, e che questo era un dono, una dimostrazione del fatto che eravamo amati, nonostante l’evidente fallimento o l’ingiustizia subita. Questi momenti di lucidità hanno permesso di superare l’ansietà e la frustrazione che ha chi sta con le braccia conserte.

L’altra semplice evidenza è che non potevamo rimanere quieti. Che un uomo che non lavora viene distrutto e che restare senza niente da fare è indegno. Stiamo imparando che per generare e trovare lavoro c’è bisogno di impiegare molto tempo gratuito e non remunerato: nell’educarsi, nel creare reti, nel pensare insieme e nello scoprire le opportunità. E nel fare attenzione a non confondere valore e prezzo. Stiamo imparando molto.

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COMMENTI
09/06/2013 - Lavoro e reddito minimo sono perfetti insieme (marco giannini)

Smettetela di DISINFORMARE su questa questione. A proposito di Zapatero.La Spagna era in surplus da anni grazie anche a provvedimenti comequesto.Il dibito/pil era bassissimo poi (cit.Stiglitz nobel economia nel suo "Bancarotta") la deregulation ha portato le banche a creare buchi di 4 milioni di miliardi di euro e chiedono il conto alle economie. Mettere il lavoro in contrapposzione al reddito minimo è l'ennesima banana mediatica, slogan alla Silvio che serve a alimentare divisioni e in parole povere a prendersela con chista sotto.Siamo proprio un bel paese si.Da noi tutti è opinione anche i fatti inopinabili.Il reddito minimo garantito va fatto C'è IN TUTTA EUROPA E CHI VUOLE TOGLIERLO NON LO FA PER CHISSà QUALE MAGIA MACROECONOMICA (AUTOLESIONISTA) MA PER SEGUIRE GLI ORDINI DELLA FINANZA.(SEMPRE LEI). Il rmg SI DEVE FARE E SI PUO' FARLO SENZA AUMENTARE LE TASSE E ATTENENDOCI AL PAREGGIO DI BILANCIO (ALTRA BOIATA IMPOSTA DALLA GOLDMAN SACHS E CIOE' DA CHIHA ROVINATO IL MONDO CON LA BOLLA FINANZIARIA).