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RIFORMA PENSIONI/ Treu: con flessibilità e contributivo, il vero problema è per i giovani

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Va da sé che il contributivo prevede che chi lavora di più abbia un montante maggiore e, avendo un’aspettativa di vita minore, una pensione più alta. Chi lavora di meno, al contrario, avrà un importo più basso. Ciascuno, insomma, dovrà farsi i suoi conti. In ogni caso, non drammatizzerei. Chi riesce a fare una carriera normale, dopo 41 anni non avrà di certo una pensione bassa. Ecco, casomai, il problema è fare in modo che le persone riescano a svolgere una carriera con contributi e con una retribuzione congrui.

 

Quindi?

Considerando che i lavoratori di oggi, specialmente i giovani, si ritrovano non di rado a lavorare a intermittenza, con salari e contributi bassi, la priorità assoluta è, ovviamente, la crescita, senza la quale non c’è occupazione. Detto questo, sarà necessario implementare le politiche attive del lavoro, e potenziare quelle esistenti. I paesi europei più avanzati hanno servizi per l’impiego pubblici e privati efficienti, che traghettano con successo i giovani nel mondo del lavoro e li seguono quando rimangono senza. Altresì, occorre migliorare la formazione, sostenere l’orientamento, ed evitare il gap tra domanda e offerta.

 

In tal senso, come andrebbero rimodulati gli ammortizzatori sociali?

Finché parliamo di sei mesi di cassa integrazione, si tratta di un periodo normale e legittimo. Il problema è che in Italia abbiamo casse integrazioni in deroga che durano anni. Abbiamo speso troppo in politiche passivi (gli ammortizzatori sono tali) e troppo poco in politiche attive.

 

Cosa ne pensa, infine, dell’ipotesi di tassare i redditi (sia da lavoro che da pensione) superiori a 90mila euro così da poter superare le eccezioni della Consulta sul contributo di solidarietà sulle pensioni doro?

E’ accettabile come misura straordinaria, una tantum, ma non risolverà il problema. Resta il fatto che chi ha un reddito alto può essere disposto a contribuire esclusivamente nel caso in cui i suoi soldi siano usati in maniera adeguata, e non finiscano nel calderone della spesa pubblica.

 

(Paolo Nessi)

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