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RIFORMA PENSIONI/ Monti (Luiss): una "campana" può aiutare (finalmente) anche i giovani

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Non è un rischio: è una certezza. Per due motivi. Il primo è che l’attuale e (corretto) sistema contributivo finirà comunque per penalizzare le nuove generazioni che si presenteranno all’età della pensione con lunghi periodi di precariato o disoccupazione. Il secondo è che nutro dubbi sulla sostenibilità dell’attuale sistema previdenziale, basato su ottimistiche previsioni di crescita nel medio lungo termine che sono tutte da confermare. Ancora una volta emerge il solito vizio di considerare le spese prospettiche e non i dati storici.

 

La Corte di Cassazione ha recentemente “bocciato” il cosiddetto contributo di solidarietà sulle pensioni molto elevate. Cosa ne pensa?

Personalmente ritengo anacronistica la sentenza della Corte, soprattutto dove considera il trattamento pensionistico un “reddito differito”. Questo può avere un senso per le pensioni maturate ora con il sistema contributivo, ma quelle più “datate” ancora impostate sul sistema retributivo mi pare non presentino alcun sinallagma. Per usare un eufemismo, mi pare tanto “un eccesso di difesa”. Ciò premesso, tale sentenza va rispettata e quindi devono essere trovate altre strade per attuare quella che ho definito una politica di solidarietà generazionale. Nel dibattito della settimana scorsa alla Luiss attorno alla mia proposta sono state formulate alcune ipotesi.

 

Ce ne può parlare?

La più interessante è quella di prevedere un’imposizione le cui aliquote non siano legate solo al reddito, ma anche all’età dei contribuenti. A parità di reddito, un contribuente più giovane subisce un prelievo minore e uno più maturo un prelievo maggiore. L’andamento dell’aliquota sarebbe dunque “a campana”, con un picco di prelievo, per esempio tra i 60 e i 70 anni. Giovani e molto anziani sui due estremi della curva. Un’ipotesi da valutare con grande attenzione. Altro punto fermo deve essere quello della natura di prelievo di scopo.

 

E in questo senso cosa suggerisce?

Qualunque ne sia la fonte, tale prelievo (o riallocazione dalle spese correnti) deve essere destinato al problema della disoccupazione giovanile. La destinazione deve essere chiara e inequivocabile, mediante la costituzione di un fondo di solidarietà generazionale, al quale confluiranno anche le risorse stanziate da Bruxelles.

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